GIO, 02 APRILE 2020

Nel ciclo dei rifiuti le regole non si applicano e pochi agiscono

confindustria_agrigento-logo.gifDuro intervento di Confindustria Agrigento sulla mala gestione delle società di matrice pubblica. (scorri per leggere il resto)
Nel ciclo dei rifiuti le regole non si applicano e pochi agiscono




 

Confindustria Agrigento interviene sulla mala gestione delle
società di matrice pubblica, nel caso specifico quelle operanti nel ciclo
integrato dei rifiuti, sottolineandone la gravità in termini di influenza
negativa sul sano andamento della filiera produttiva.

 

Giancarlo Alongi – Presidente della Sezione del ciclo
integrato dei rifiuti di Confindustria Agrigento – è intervenuto per rilevare
che troppe volte le imprese che operano nel mercato devono registrare
atteggiamenti contrari al primario interesse dei Cittadini: fruire di servizi
regolari e pagarli ad un prezzo equo.

Sulla stampa di oggi e dei giorni scorsi abbiamo dovuto
rilevare che i mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti della Spa pubblica
Dedalo Ambiente "sono vetusti e continuano a far registrare continuamente dei
guasti ". Dedalo, come diverse altre Spa pubbliche, senza alcuna procedura di
gara opera in un ciclo produttivo nel quale è richiesta competenza,
strutturazione, dotazione di parco mezzi ed attrezzature, esperienza etc.:  siamo chiamati con i nostri Lavoratori a
prendere atto che di ciò pochi  si
preoccupano. Ci riferiamo alle verifiche rispetto a che cosa succede attorno a
diverse Spa pubbliche.

L’industria di settore che aderisce a Confindustria – ha
chiarito Alongi – più volte ha ribadito l’inopportuna condotta di chi (quale
pubblico amministratore) ha affidato senza gara un servizio pubblico ed ora –
addirittura – apprendiamo dalla stampa che oltre a non effettuare le gare
(obbligo di legge) pretende di trasportare i rifiuti con mezzi vetusti che
costituiscono, per certi aspetti, una seria e concreta minaccia sia sotto
l’aspetto della sicurezza  e sia dal
lato  igienico e sanitario.

Le imprese che operano nel settore con le diverse centinaia
di Lavoratori occupati devono prendere atto che al pubblico è consentito anche
di dichiarare la pericolosità dei mezzi che utilizza  e ciò nell’assordante silenzio di tutti.
Laddove la stessa cosa fosse accaduta ad un privato avremmo assistito alle
grida di scandalo da parte di tutti (stampa e politica), ma con amarezza
dobbiamo continuare a registrare che si pratica la regola di un peso e due
misure. Il punto è che a pagare tutto ciò sono i Cittadini che, proprio per
ciò, riteniamo di portare a conoscenza della gravità dei fatti.

Ha ragione il Presidente Marcegaglia quando sostiene che
  in troppi casi – le imprese devono
confrontarsi con una pubblica amministrazione che alcune volte fa finta di non
vedere.

 

Un intervento che, in generale, evidenzia la difficoltà di
crescere (in senso lato) non solo per la comunità delle imprese, ma per l’intera
collettività: efficacia, efficienza e qualità (di pari passo con l’economicità)
non possono e non devono essere mero obiettivo dei privati, ma la regola
fondante di ogni intervento imprenditoriale posto in essere, prescindendo dalla compagine societaria che vi è alle spalle. In caso contrario, in un sistema di
competizione asimmetrica, il rischio è indiscutibilmente la distorsione della
filiera ed un potenziale aggravio dei costi e/o carenza nei servizi prestati.

 Andrea Messina

Redazione

InfoAgrigento WebGiornale è una testata giornalistica nata del 2008, con ambito di interesse geografico legato alla provincia di Agrigento ed al contesto dell'informazione siciliana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.