DOM, 23 FEBBRAIO 2020

In Provincia di Agrigento è caccia all'”oro rosso”

rubare-il-rame.jpgIeri notte, due malviventi hanno tentato di trafugare 600 kg di rame dallo stabilimento Italkali di Casteltermini. Si moltiplicano, nel territorio, i tentativi di furto del prezioso metallo.         

 

 

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In Provincia di Agrigento è caccia all'”oro rosso”

 

Vi è un fiorente mercato nero, almeno secondo le forze dell’ordine. E la speranza di "lauti guadagni" induce diversi soggetti a rischiare addirittura la vita nel tentativo di trafugare il prezioso metallo. E’ accaduto qualche mese addietro a Porto Empedocle, nella ormai abbandonata stazione ferroviaria, dove due giovani del posto, avevano ben pensato di smontare la catenaria soprastante i binari, per impossessarsi dei cavi di rame. Uno di loro, forse inconsapevole del fatto che le Ferrovie dello Stato non hanno mai dismesso quella tratta ferroviaria, erogando quindi energia elettrica alla linea, è rimasto folgorato e, per diversi giorni, ha lottato tra la vita e la morte.

Poi, ancora, sabato scorso, a Casteltermini, nei pressi dello stabilimento abbandonato dell’Italkali, un uomo originario di Licata non ha resistito alla tentazione di trafugare alcuni cavi di rame lasciati incostudoti all’interno della struttura. E’ stato arresto in flagranza di reato.

Infine, la scorsa notte, e sempre presso la stabilimento Italkali di Casteltermini, i Carabinieri della stazione di Cammarata hanno sorpreso due uomini intenti a trafugare circa 600 kg di rame. Si tratta di Girolamo Alesi di 59 anni e Pellegrino Giuseppe Ricupa di 19 anni, entrambi originari di Menfi.

In Provincia di Agrigento e non solo è ormai una vera e propria caccia al tesoro: il valore del rame è praticamente triplicato nel volgere di 4 anni, e oggi vale oltre 8mila euro a tonnellata.

Redazione

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