MER, 06 LUGLIO 2022

Akragas, una sconfitta che brucia

Che dire della sconfitta di sabato scorso. Non voglio minimamente immaginare che siamo ad un passo dalla crisi. Due sconfitte di fila, anche se la prima sappiamo tutti come è maturata e non fa testo, fanno suonare il classico campanello d’allarme soprattutto in attesa di un derby, quello contro il Gemini, che si preannuncia da ultima spiaggia; contro il Monreale non potevamo pretendere di più da una formazione rimaneggiata ma (scorri per leggere il resto)
Akragas, una sconfitta che brucia

KIF_0578Che dire della sconfitta di sabato scorso. Non voglio minimamente immaginare che siamo ad un passo dalla crisi. Due sconfitte di fila, anche se la prima sappiamo tutti come è maturata e non fa testo, fanno suonare il classico campanello d’allarme soprattutto in attesa di un derby, quello contro il Gemini, che si preannuncia da ultima spiaggia; contro il Monreale non potevamo pretendere di più da una formazione rimaneggiata ma sicuramente pretendevamo molto di più sul piano dell’impegno e della reazione mentale.

Volevamo vedere un gruppo assetato di rivalsa; un gruppo capace di condurre la partita, amministrare il gioco, aggredire gli spazi e gli avversari. Nulla di tutto questo. Gli undici scesi in campo sabato, parliamo di giocatori che hanno maturato diverse esperienze nel massimo torneo regionale di calcio, sembravano smarriti. Inermi di fronte ad un Monreale che non è il Barcellona anche se la maglia indossata dai palermitani sembrava cromaticamente quella dei blaugrana catalani; l’Akragas non ha sviluppato un gioco decente. Si è lasciata imbrigliare dai due veterani, Correnti e Cardinale, perdendo di fatto la supremazia tattica nella zona nevralgica del campo. E così la difesa si è trovata spesso sotto pressione, il centrocampo ha avuto poche idee e l’attacco si è vaporizzato; viene da chiedersi a cosa è servito il lungo periodo di attività tattica e fisica. I giocatori biancoazzurri arrivavano sulla palla dopo i palermitani; la squadra non ha cercato le geometrie e non ha trovato le soluzioni tattiche idonee a superare una difesa mai messa in difficoltà. Al momento non sono note le decisioni della dirigenza biancoazzurra nei confronti di qualcuno che non è sembrato all’altezza della situazione pur pagato profumatamente.

C’è, all’interno della società, la voglia di cambiare subito rotta prima di finire sugli scogli; le sconfitte di Ribera ed Alcamo hanno attutito la “botta” ma è molto difficile concretizzare quel sogno dato in pasto alla tifoseria i primi di giugno; restano da giocare quattordici partite con quarantadue punti a disposizione. I numeri dicono che un recupero è possibile soprattutto in considerazione del fatto che il Ribera ha maturato tre sconfitte ed il Kamarat è in testa con cinque pari; le due leader alimentano speranze agli inseguitori ma il calendario più sfavorevole è quello dei biancoazzurri che dovranno giocare solo sei volte in casa e otto volte lontano dall’Esseneto. Un’impresa ardua arrivare davanti a tutte ma non per questo impossibile. Intanto l’Akragas, rispetto alla prima di andata, ha un punto in meno al pari dell’Alcamo e del Ribera mentre il Kamarat ne guadagna due.

Enzo Nocera

Redazione

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