GIO, 26 NOVEMBRE 2020

ATO RIFIUTI, LAVORATORI INTENZIONATI A SCIOPERARE AD OLTRANZA: SIAMO ALLA RESA DEI CONTI DI UN SISTEMA MALATO

Prima o poi doveva succedere. Il sistema mafio-imprenditoriale architettato dalla classe politica doveva arrivare ad implodere sulle sue stesse basi. Un cancro destinato a diffondersi e a divorare la società. Oggi, la città di Agrigento, i cittadini che risiedono nei comuni che aderiscono all’ATO GESA AG 2 pagano il prezzo di anni di malgoverno e di una gestione personalistica della cosa pubblica. GESA altro non è che il prodotto di (scorri per leggere il resto)
ATO RIFIUTI, LAVORATORI INTENZIONATI A SCIOPERARE AD OLTRANZA: SIAMO ALLA RESA DEI CONTI DI UN SISTEMA MALATO

IMG_1506Prima o poi doveva succedere. Il sistema mafio-imprenditoriale architettato dalla classe politica doveva arrivare ad implodere sulle sue stesse basi. Un cancro destinato a diffondersi e a divorare la società. Oggi, la città di Agrigento, i cittadini che risiedono nei comuni che aderiscono all’ATO GESA AG 2 pagano il prezzo di anni di malgoverno e di una gestione personalistica della cosa pubblica.

GESA altro non è che il prodotto di giochi di potere e losche trame perpetrate alle spalle di, più o meno, ignari cittadini. Altrove, anche in Sicilia, conferire ai privati la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ha rappresentanto una svolta in senso positivo: in alcuni casi a giovarne è stato l’ambiente, grazie all’incremento della raccolta differenziata, e, altrove, si è ottenuto persino un utile con conseguente dimunizione delle tariffe.

Ad Agrigento abbiamo assistito alla lottizzazione della società d’ambito da parte dei partiti (e questo è un segreto di pulcinella, siamo proprio curiosi di sapere quali criteri sono stati utilizzati per assumere il personale) e, successivamente, a continue assunzioni di operatori ecologici da parte delle ditte, dietro evidenti pressioni dei soliti signorotti locali, specie in prossimità di competizioni elettorali di rilievo. A tutto ciò, dobbiamo aggiungere la manifesta incapacità, da parte dell’azienda, di stanare evasori e furbetti.

Oggi abbiamo a che fare con un cancro incurabile, ed il malato è prossimo al decesso. Gli operatori ecologici ormai da giorni scioperano reclamando le mensilità arretrate, ben 5, e chiedendo garanzie per il futuro. Stazionano davanti la Prefettura notte e giorno e di tornare a lavorare, giustamente, non ne vogliono sapere. 

In città, nel frattempo, cresce il numero dei ratti che affollano i cassonetti stracolmi di rifiuti, proporzionalmente al rischio di contrarre infezioni. L’aria, specie la sera, si fa irrespirabile e a complicare il tutto ci pensano i soliti deficienti di turno che si divertono ad incendiare la “monnezza”, distruggendo i costosi cassonetti ed alimentando ulteriormente la lista dei danni alla cosa pubblica. 

In altri tempi, con le elezioni regionali alle porte, la politica sarebbe riuscita a, quanto meno, mettere una pezza all’emergenza, tenendo buono il “popolino” in vista della chiamata alle urne. Oggi, invece, vediamo come la stessa politica non sia più nelle condizioni di alimentare questo sistema drogato e malato: non riesce, ad esempio, ad evitare la chiusura della Italcementi di Porto Empedocle a poco più di un mese dalla regionali e, soprattutto, non riesce a risolvere la grave emergenza rifiuti che attanaglia l’agrigentino. Forse, purtroppo o per fortuna, le cose stanno per cambiare.

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Redazione

InfoAgrigento WebGiornale è una testata giornalistica nata del 2008, con ambito di interesse geografico legato alla provincia di Agrigento ed al contesto dell'informazione siciliana.

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