MAR, 05 LUGLIO 2022

L’Akragas vola in D – FOTO

E’ finita come meglio non si poteva chiedere: una grande festa in quel di Monreale, che sancisce il ritorno dei “giganti” nel calcio che conta, dopo ben 14 anni di assenza, un’enormità per una piazza come Agrigento. L’Akragas, forte di un pubblico che in massa si è spostato nella cittadina palermitana, ha sofferto e non poco grazie ad un fondo sabbioso del terreno di gioco reso ancor più difficile dalle (scorri per leggere il resto)
L’Akragas vola in D – FOTO

DSCN2196E’ finita come meglio non si poteva chiedere: una grande festa in quel di Monreale, che sancisce il ritorno dei “giganti” nel calcio che conta, dopo ben 14 anni di assenza, un’enormità per una piazza come Agrigento.

L’Akragas, forte di un pubblico che in massa si è spostato nella cittadina palermitana, ha sofferto e non poco grazie ad un fondo sabbioso del terreno di gioco reso ancor più difficile dalle piogge dei giorni scorsi, il che ha impedito agli uomini di Rigoli di giocare con le trame veloci e precise che in tutta la stagione i tifosi e gli avversari hanno potuto ammirare.

Dopo un doppio eroico salvataggio di Federico Russo sull’azione da gol più pericolosa dei padroni di casa, al 40′ su calcio di punizione battuto da Criniti, arriva il tocco vincente di Fallea, che regala all’Akragas un vantaggio pesante ed importante, visto che consente ai biancazzurri di tornare negli spogliatoi con più di un piede in serie D; anche a Casteltermini, dove era in corso Campofranco – Riviera Marmi, la notizia del vantaggio agrigentino è stata accolta da un lungo e sportivo applauso.

Nel secondo tempo i tifosi iniziano ad inneggiare alla serie D, i cori si fanno sempre più forti e nei volti inizia a trasparire una certa felicità al posto della tensione che regnava nella prima frazione di gioco. Al 75′ poi, una bomba di Arena, pur se deviata, mette in cassaforte partita e campionato.

Al triplice fischio, la gioia di tifosi, società e giocatori è incontenibile; è come se tutto l’ambiente calcistico biacazzurro si fosse liberato da un autentico incubo che perdurava da più di un decennio. Monreale, per un lungo pomeriggio, si è trasformata in un’enclave agrigentina in terra palermitana, con bandiere e sciarpe biancazzurre e perfino immagini di San Calogero sventolate nel pieno centro della cittadina.

Festa anche negli spogliatoi, con Pino Rigoli in lacrime e tanto champagne versato tra giocatori felici di aver regalato un sogno ad una città martoriata.

Mauro Indelicato

Redazione

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