GIO, 20 FEBBRAIO 2020

B&B rapinato: lunga e sentita lettera dell’avvocato Campo

Inizia con un “scusate se è lunga” la lettera con il quale l’avvocato Vincenzo Campo, titolare del Bed & Breakfast che ha subito nei giorni scorsi una rapina da parte di alcuni non identificati malviventi; nella missiva, che qui di seguito pubblichiamo integralmente, rivolta al Sindaco Marco Zambuto ed anche agli organi di stampa cittadini, l’avvocato Campo ricostruisce le ore immediatamente successive alla rapina, il rapporto con le due ragazze (scorri per leggere il resto)
B&B rapinato: lunga e sentita lettera dell’avvocato Campo

campoInizia con un “scusate se è lunga” la lettera con il quale l’avvocato Vincenzo Campo, titolare del Bed & Breakfast che ha subito nei giorni scorsi una rapina da parte di alcuni non identificati malviventi; nella missiva, che qui di seguito pubblichiamo integralmente, rivolta al Sindaco Marco Zambuto ed anche agli organi di stampa cittadini, l’avvocato Campo ricostruisce le ore immediatamente successive alla rapina, il rapporto con le due ragazze tedesche che hanno subito i furti e le loro reazioni e non mancano spunti di riflessione su come, in generale, si è gestita questa grave vicenda in città:

“Caro Sindaco,

vorrai scusarmi se ti scrivo attraverso il tuo Ufficio di Gabinetto e non direttamente; la nostra conoscenza e dimestichezza personale, la nostra colleganza –seppure con una pesante differenza di età a mio sfavore-, la tua stessa pratica professionale nello Studio del quale sono contitolare, mi avrebbero certamente consentito di scriverti direttamente senza con ciò mancarti di rispetto; ma tu, Marco, tu, Sindaco, hai scelto la via formale  e ufficiale del Gabinetto, e io la seguo.

Non te ne avrai, poi, se colgo l’occasione, con lo scrivere a te, di scrivere anche al Comandante dei Carabinieri di Agrigento, al Comandante della Polizia locale–brutto nome!- e agli Organi d’informazione locale: quelli che diffondono le notizie –vere, false e qualche volta un po’ vere e un po’ false, e qualche altra, troppo spesso, un po’ ingigantite e troppo infiorettate- coi vecchi sistemi inventati fa Gutenberg, coi nuovi dell’etere con e senza immagini, e coi nuovissimi informatici e binari, che sono quelli –e non lo spiego a te che tu già lo sai- dell’uno e dello zero e non già delle rette parallele tenute da traversine. Vi scrivo insieme per “economia”, per evitare di ripetere più volte le stesse cose.

E non te ne avrai se, infine, ti scrivo in proprio, in nome e per conto miei in quanto diretto interessato alla vicenda che mi offre l’occasione per scrivervi, ma anche in una doppia o tripla qualità: padre e legale di Peppino Campo, titolare e gestore del B&B nel quale il fattaccio è avvenuto, e, infine, legale delle due ragazze tedesche co-protagoniste dello stesso fattaccio con mio figlio Peppino e il suo amico Luca Paci e delle quali, per ovvie ragioni di riservatezza, ti fornisco a parte nomi e indirizzi.

Sono molto seccato.

Siamo molto seccati, io, mio figlio Peppino, Luca, le due ragazze tedesche, tutta lamia famiglia.

Quando mio figlio Enrico ha telefonato a una delle due ragazze tedesche per essere autorizzato a fornirti gli indirizzi che attraverso me avevi chiesto, si è sentito redarguire per avere noi già fornito il suo numero di telefono ad un giornalista del quale non ricordava il nome, Ravanelli,  Ravanà, Ravanusella o qualcosa di simile.Naturalmente siamo cascati dalle nuvole, e siccome nessuno di noi ha dato questo numero ad alcuno, e siccome, nonostante tutto e nonostante la mancanza di certezze che caratterizza i nostri tempi, due più due fa ancora quattro, il numero di telefono non ha potuto fornirlo che un carabiniere: solo l’Arma diAgrigento, oltre a noi Campo, lo possedeva: lo avevano dato solo a noi per ovvie ragioni e ai carabinieri in sede di denuncia.

E il Ravanelli -o come si chiama- da cronista di provincia ha tentato il salto verso lo scoop dell’intervista all’interessata.

Il comportamento dei carabinieri di Agrigento, poi, mi pare disdicevole non solo per questo ma anche per il modo in cui hanno condotto le indagini e raccolto le denunce.

Nell’immediatezza non hanno fatto quasi nulla (verso le sei del mattino quando sono rientrato acasa erano in macchina, fermi, nei pressi del campo sportivo) e nel raccogliere le denunce l’unico forte interesse che dimostravano era quello di poter attribuire il fatto ai soli cattivi di oggi, gli extracomunitari; le due ospiti tedesche, nonostante le insistenze, hanno decisamente affermato di non essere in condizione di dire se lo fossero –sono tedesche e la loro formazione protestante le obbliga a dire sempre la verità- e quando Peppino ha dichiarato loro di non ricordare qualche particolare come il colore e il tipo d’abito che indossava quello che gli puntava il coltello, il militare che raccoglieva l’informazione non ha avuto di meglio da fare che andare a commentare con Luca che il suo amico (e cioè Peppino) “doveva essere molto fumato” per non ricordare cose così evidenti. Forse un giorno si troverà solo e armato del solo telefono davanti ad uno che lo minaccia con una roncola e potrà capire per esperienza quello che l’intelligenza non gli consente di capire.

Itre malaccorti malviventi, per quello che so dalle dirette interessate, tra loro parlavano inglese e dunque: o erano anglofoni o non erano connazionali;non erano nigeriani o kenioti (che io sappia fra gl’immigrati nostrani solo loro parlano un po’ d’inglese, ma non erano neri o, se erano kenioti i o nigeriani non erano di colore); non erano sicuramente tutti e tre magrebini,tunisini, marocchini perché se così fosse stato avrebbero parlato in francese. Oppure erano magrebini, tunisini eccetera acculturati. Con buona pace di tutti, se erano tutti e tre stranieri ed extracomunitari dovevano essere statunitensi o australiani. O canadesi. Anche loro sono extracomunitari. E con l’occasione“extracomunitario” non è sinonimo di straccione-musulmano povero-immigrato clandestino, puzzolente e ubriacone. È altro e troppo difficile per chi vive di semplificazioni.

Il fatto, poi, ha dato l’occasione a qualcuno per avanzare dubbi sulla sicurezza dei B&B in generale e per commentare negativamente la presunta assenza del gestore –che ovviamente era dovuta. Ogni occasione è buona, ai fini della concorrenza (che si dice sia l’anima dei commerci, leciti e illeciti).

La cosa si commenta da se stessa e se chi lo dice avesse riflettuto sul fatto che il titolare-gestore fu minacciato con un coltello, non avrebbe potuto dedurre,salvo a non essere del tutto cretino, che il titolare-gestore era presente. Ma nel mondo ci sono anche i cretini.

Ho avuto ospiti a casa mia le due ragazze il giorno successivo (Peppino,personalmente provato dalla vicenda, ha chiuso il B&B, è venuto a casa mia e ha disdetto tutte le prenotazioni per i prossimi 15 giorni), e ho invitato loro e le loro famiglie a trascorrere a casa mia, quando il mio B&B è chiuso, le vacanze di Natale (ovviamente senza pagare); Enrico le ha accompagnate in automobile (la nostra) all’aeroporto i Trapani da dove sono partite alle sei del mattino del giorno successivo al fattaccio.

E allora, caro sindaco, intelligenti pauca: in questo racconto chiunque leggerà le malefatte che si sono verificate, per il fatto in se e per i fatti successivi comunque connessi e correlati: fatti che si possono sintetizzare in episodi di approssimazione e di basso sciacallaggio.

Infine,chi cerca in Google Maps l’indirizzo “Agrigento, via Atenea 220” troverà l’immagine dell’ingresso del vicolo Gozza –dove si trova il Piccolo Gellia-con, in bella mostra, variopinti sacchetti di spazzatura. Questo hanno visto le due tedesche, ad Agrigento, prima di vedere e incontrare i tre balordi imbecilli malviventi improvvisati e poco colorati; e mentre questi, per nostra fortuna, sono eccezionali, ad Agrigento, spazzatura, buche, mancanza di decoro(che ne dici dei muri che chiudono il quartiere a sud della via Atenea?) sono la regola.

Apprezzo il fatto che vuoi rappresentare alle due malcapitate ospiti della città la tua solidarietà di primo cittadino per il fatto comunque straordinario che è lorocapitato; ti invito nel contempo a chiedere loro, e per il loro tramite a tutti gli ospiti di Agrigento, scusa per la spazzatura e tutte, le tante, le troppe manchevolezze della Città che ospita qualcosa che è Patrimonio dell’umanità; di chiedere scusa per tutto quello che è successo dopo la rapina che forse è moralmente peggio della rapina stessa.

Ognuno di quelli che riceverà questa mia, ciascuno per la sua parte, saprà quello che ha da fare.

Le scuse le meritano certamente le due ragazze tedesche, ma anche Peppino Campo e Luca Paci. E non solo da parte del sindaco.”

Redazione

InfoAgrigento WebGiornale è una testata giornalistica nata del 2008, con ambito di interesse geografico legato alla provincia di Agrigento ed al contesto dell'informazione siciliana.

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