TERRAVECCHIA, PROGETTO CRIMINALE

Scritto martedì 10 settembre 2013 12:51 da Commenta!

serroyMancano ancora pochi giorni. Poi le ruspe dovrebbero fare il loro nefasto ingresso nell’ultimo lembo di centro storico miracolosamente scampato alla distruzione scientifica perpetrata negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Un nucleo antichissimo dove, tra le meravigliose pietre cadute, si conserva la storia della dolce Girgenti e degli agrigentini tutti. La terravecchia per l’appunto. Siamo giunti quasi all’epilogo di una vicenda vergognosa che ha avuto per protagonisti nuovi e vecchi speculatori di professione, ignavi amministratori e burocrati comunali e, non ultima, la vigliaccheria della popolazione agrigentina che ancora una volta assiste in silenzio all’ennesimo sopruso compiuto a danno di una intera comunità.

Pochi, troppo pochi, coloro i quali hanno avuto il coraggio di schierarsi, apertamente, contro un progetto criminale e destinato a passare alla storia dell’urbanistica moderna come una delle più vergognose speculazioni edilizie degli ultimi decenni. Gli agrigentini hanno dimostrato, per l’ennesima volta, di non essere in grado di misurare l’effettivo valore dell’immenso patrimonio storico-monumentale ereditato dai nostri predecessori. Solo alcuni giovani, artisti, architetti, 30enni depredati del loro futuro, mantengono ancora viva la fiaccola della dignità e della speranza: la stessa luce che, in queste sere, ha riportato un barlume di coscienza nei quartieri a sud della via Atenea, tra le vie Gallo e Vallicaldi. In una zona anch’essa destinata, perlomeno nelle intenzioni dei potentati locali, a diventare terreno fertile per facili guadagni con le solite colate di cemento armato. Ma questa è un’altra storia.

Terravecchia non è solo il trionfo dell’ignobile, del brutto e dell’arrogante sulla bellezza e sulla cultura. Terravecchia è anche, e soprattutto, un progetto che non tiene conto della fragilità del tessuto urbano, ed esprime profonde lacune di varia natura. La foto pubblicata in copertina, è stata scattata alcuni giorni addietro, a poche ore dallo sprofondamento del manto stradale della via Serroy, in una zona del centro storico quasi attigua a quella che sarà interessata dalla costruzione dei nuovo edifici. Il crollo ha portato alla luce una antica cisterna a campana, profonda alcuna metri e prontamente ricoperta dagli operai comunali. Si tratta, sostanzialmente, di rudimentali vasche per la raccolta delle acque provenienti dai tanti ipogei che, costituendo un immenso dedalo, caratterizzano il sottosuolo della Terravecchia. Ebbene: di questa cisterna e campana, come delle altre centinaia sparse nel centro storico, non se ne aveva notizia alcuna.

Immaginate adesso cosa potrebbe accadere, allorquando saranno costruite palazzine di cemento armato (di pari cubatura rispetto alle preesistenti, d’accordo, ma si tratta pur sempre di interventi invasivi) su di un terreno assolutamente instabile, caratterizzato dalla presenza di numerosi ipogei le cui acque, da tempo, non trovano sfogo a causa degli interventi, scriteriati, effettuati nel passato.

I progettisti sanno cosa si cela, effettivamente, nel sottosuolo della Terravecchia ? Ed ancora: è stato realmente appurato che, nelle viscere, non si celino ruderi archeologici? Da anni si chiede al comune di Agrigento di rendere pubblici tutti i dettagli del progetto. Ovviamente nessuna risposta. Adesso siamo arrivati quasi all’epilogo della vicenda: ad essere sconfitta, ancora una volta, è la città di Agrigento. Questa volta però, rispetto agli anni ’60, la vicenda non è stata contornata dall’assordante silenzio che ha accompagnato tutte le speculazioni edilizie del passato. Nessuno potrà dire che non ci abbiamo provato. E comunque, rimane sempre la sottile speranza che il popolo agrigentino, in un guizzo di dignità possa trovare la forza di indignarsi. E riappropriarsi finalmente di quel centro storico che oggi, nuovi potentati, vorrebbero distruggere e cancellare in nome del profitto personale.

4 Commenti

  1. Pato

    10 settembre 2013 il 13:08

    ma lo vogliono fare sul serio, o alla fine ci levano mani ???

  2. Salvatore Indelicato

    10 settembre 2013 il 14:06

    Hai detto bene, Direttore, l’agrigentino è un popolo caratterizzato dalla vigliaccheria e dall’ignavia, incapace di qualsiasi reazione all’opera devastatrice e inconcludente di questi “polituncoli” che ci amministrano, il cui unico loro obiettivo è quello di essere rieletti, costi quel che costi. Il degrado lento, continuo, inesorabile a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni ha portato la città agli ultimi posti delle classifiche. Riuscirà mai, l’agrigentino a ribellarsi a questo stato di cose, a scrollarsi di dosso quella maschera di rassegnazione ormai impressa nel volto?… Città a “VOCAZIONE TURISTICA”… BAH!!!

  3. alessandro spirio

    11 settembre 2013 il 12:51

    sinceramente io la penso diversamente…..innanzitutto io rispetto la posizione di chi é contrario al progetto terravecchia anche se non la condivido…il centro storico é quasi morto perché non si é mai data la possibilitá ai privati di intervenire….e il progetto terravecchia sará un’occasione per puntare i riflettori su uno dei luoghi piú belli della cittá….la scelta non é mai stata tra riportare il vecchio centro storico agli antichi splendori o far prevalere la speculazione edilizia….perché il centro storico ormai in molte zone é addirittura irrecuperabile, e l’incolumita’ dei cittadini é seriamente a rischio….purtroppo si ci doveva pensare 40 anni fa….il progetto terravecchia non vuole abbattere il centro storico e costruire palazzoni…..al massimo si sostituiscono edifici gia esistenti irrecuperabili…..per venti anni senon sbaglio saranno appartamenti dati in affittoa canone agevolato agli anziani o qualcosa del genere….avere una struttura nuova in quel luogo porterá l attenzione dell amministrazione e diminuirá il degrado della zona….per quanto riguarda la presenza di ipogei…io sefossi un costruttore non edificherei dove il terreno non lo permette….andrebbe contro i propri interessi…..perconcludere penso che le zone individuate dal progetto terravecchia siano le uniche disponibili….quindi rischio per la cementificaizione delcentro storico non ce ne sono….da semplice cittadino permettetemi di oppormi a questi slogan pseudo “pro centro storico” ma che in realtá hanno portato soltanto al decadimento e alla rovina di questa meravigliosa zona….ovviamente ci sono delleassociazioni chestanno facendo un ottimo lavoro, al di lá della fatica nel ” bonificare” la zona va dato loro il merito di far conoscere e di spostare l’attenzione verso una delle zone piu’ belledella cittá.

  4. Carmelo Saltalamacchia

    19 settembre 2013 il 11:20

    Ieri appena appresa la notizia ero immediatamente sobbalzato … e di getto – leggendo – avevo avuto l’impressione dell’ennesima speculazione (e probabilmente è effettivamente così)per giunta ad opera di persone o, per meglio dire, di una famiglia di imprenditori, che ultimamente sta mettendo le mani un pò su tutta la città … Tuttavia riflettendo e, soprattutto confrontando le mie idee con quelle di altre persone mi sono reso conto di alcuni aspetti che sarebbe opportuno chiarire prima di negare al centro storico una possibile occasione di rinascita … 1)occorre distinguere il vecchio pericolante dall’antico da preservare: relativamente al primo sarebbe auspicabile un deciso intervento da parte dell’amministrazione (ma chi mai rischierebbe di mettere a repentaglio i voti di decine di famiglie?)con immediata confisca dei beni in caso di mancato adempimento da parte dei privati ad una precisa intimazione a ristrutturare o abbattere … il vecchio deturpa e se crolla danneggia!! Riguardo all’antico inutyile discutere: l’unica considerazione è per la incapacità delll’amministrazione comunale di riuscire ad attrarre fondi! 2) Non sono un tecnico ma presumo che le moderne tecniche costruttive prevedano, obbligatoriamente, l’uso del cemento armato vuoi anche solo per esigenze antisismiche; 3) Consideriamo inoltre un altro elemento: ho personalmente toccato con mano un “antico” manufatto nel centro storico: muri di oltre 60 cm realizzati in pietra, paglia e fango … ecco questo è l’antico … se mi parlate di costruzioni realizzate con i classici blocchi di tufo allora stiamo parlando, se dirute, di vecchio da eliminare! Ora … penso …quanto può pesare una parete “antica” di 2m x 2m…ed una in cemento armato delle stesse dimensioni? …Bhè se il terreno sottostante ha sopportato per centinaia di anni la prima non vedo perchè non dovrebbe riuscire a sopportare la seconda …ripeto comunque l’antico non si tocca! 4) ultima considerazione …per quanto tempo vogliamo tenere ancora imbalsamato il centro storico ? Alla luce di tali riflessioni penso che ciò che dovvrebbe essere attenzionato non è tanto il tentavivo di realizzare nuovi manufatti nel centro storico …sul come non posso non immaginare il buon controllo della Soprintendenza… ma il chi, e con quali fini li realizza.

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