MAR, 02 MARZO 2021

Antimafia, la “Siculiana cave” ottiene dal TAR il via libera

La Ditta Siculiana Cave snc di Drago Francesco e Drago Giuseppe esercita l’attività in una cava di calcare denominata “Garebici” nel territorio del Comune di Siculiana a partire dal 2003; nell’anno 2013 il Distretto Minerario di Caltanissetta comunicava alla ditta siculianese la decadenza dell’autorizzazione all’esercizio di cava adducendo a fondamento un’informativa antimafia resa dalla Prefettura di Agrigento. Esercitato il diritto di accesso agli atti il legale rappresentante della ditta apprendeva (scorri per leggere il resto)
Antimafia, la “Siculiana cave” ottiene dal TAR il via libera
(immagine di repertorio)
(immagine di repertorio)

La Ditta Siculiana Cave snc di Drago Francesco e Drago Giuseppe esercita l’attività in una cava di calcare denominata “Garebici” nel territorio del Comune di Siculiana a partire dal 2003; nell’anno 2013 il Distretto Minerario di Caltanissetta comunicava alla ditta siculianese la decadenza dell’autorizzazione all’esercizio di cava adducendo a fondamento un’informativa antimafia resa dalla Prefettura di Agrigento.

Esercitato il diritto di accesso agli atti il legale rappresentante della ditta apprendeva che l’informativa si fondava prevalentemente sulla circostanza che la nuora di un socio era a sua volta socia di altra società con sede in Aragona la cui amministratrice era coniugata con un favarese indagato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “kamarat”; e pertanto non si escludeva il pericolo di permeabilità di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa nella gestione della ditta, a nulla rilevando che il favarese in questione era stato successivamente assolto dal GUP di Palermo per insufficienza della prova e perchè il fatto non sussiste.

La ditta siculianese proponeva allora un ricorso davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, chiedendo l’annullamento, previa sospensione, sia dell’informativa prefettizia, sia della revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava. In particolare gli avvocati Rubino e Alfieri hanno censurato i provvedimenti impugnati sotto il profilo dell’eccesso di potere per difetto di istruttoria e carenza di motivazione, atteso che la sussistenza di un rapporto di parentela o affinità con un soggetto ritenuto in possibile contiguità con la malavita organizzata non è sufficiente da solo a suffragare l’ipotesi della sussitenza di tentativi di infiltrazione mafiosa; ad ancora sottolineando la circostanza che la mamma del legale rappresentante della ditta, signora Lo Iacono Angela, era stata denominata “madre coraggio” per avere denunciato i diversi atti intimidatori di chiara matrice mafiosa subiti da altra società di cui la stessa era procuratore generale. Il Tar Sicilia , ritenendo fondati i motivi di ricorso formulati dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha ordinato alla Prefettura di Agrigento di adottare una nuova informativa,conforme alle mutate circostanze di fatto; la Prefettura di Agrigento, in esecuzione della citata ordinanza cautelare, viste le note informative inviate dalle forze dell’ordine, acquisito il parere del gruppo ispettivo misto ha adottato una nuova informativa liberatoria attestante l’insussitenza di pericoli di infiltrazione mafiosa nei confronti della Siculiana Cave snc.

Per effetto della nuova informativa antimafia liberatoria emessa dalla Prefettura di Agrigento il Distretto Minerario di Caltanissetta dovrà annullare la decadenza dell’autorizzazione relativa alla cava di calcare e la ditta siculianese potrà regolarmente esercitare l’attività estrattiva iniziata oltre dieci anni orsono.

Redazione

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