SAB, 29 FEBBRAIO 2020

Processo Ouster: ancora tante presenze attorno alle vittime di estorsione che denunciano – FOTO

Continua il percorso di solidarietà e sostegno da parte della società civile agli imprenditori che hanno denunciato i propri estortori: anche stamattina nell’aula bunker del carcere agrigentino di contrada Petrusa, nel corso dello svolgimento di un’udienza del processo “Ouster”, accanto agli imprenditori che hanno testimoniato c’era un nutrito gruppo di colleghi oltre che di semplici cittadini. In aula presenti tra il pubblico l’associazione antiracket LiberoFuturo Agrigento, Terranostra contro le mafie (scorri per leggere il resto)
Processo Ouster: ancora tante presenze attorno alle vittime di estorsione che denunciano – FOTO

foto_ouster_05052014Continua il percorso di solidarietà e sostegno da parte della società civile agli imprenditori che hanno denunciato i propri estortori: anche stamattina nell’aula bunker del carcere agrigentino di contrada Petrusa, nel corso dello svolgimento di un’udienza del processo “Ouster”, accanto agli imprenditori che hanno testimoniato c’era un nutrito gruppo di colleghi oltre che di semplici cittadini.

In aula presenti tra il pubblico l’associazione antiracket LiberoFuturo Agrigento, Terranostra contro le mafie oltre alle associazioni datoriali Confindustria ed ANCE.

“I mafiosi devono rassegnarsi e prendere consapevolezza che come tutti gli altri per vivere devono lavorare e sudare con i sudori propri e non quelli dei commercianti e degli imprenditori. Alle loro richieste di pizzo e di minacce corrisponderà una denuncia, un processo e spero una condanna.”. Lo ha dichiarato il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, presente oggi alla testimonianza resa dall’imprenditore vittima di estorsione Francesco Urso, parte civile nel processo “Ouster”, scaturito dall’omonima operazione che nel 2012 ha permesso l’arresto di alcuni licatesi accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni. “Essere accanto alla vittima che insieme a noi a denunciato nell’aula del Tribunale chiamato a giudicare vuol dire concretamente stare accanto a chi è vittima e contro i mafiosi e di quanti li sostengono in giacca e cravatta che devono prendere atto che abbiamo fatto esperienza e siamo ben coscienti – ha aggiunto Catanzaro – che i mafiosi, oltre a denigrare ed intimidire le vittime, dopo la condanna, troppe volte non appena scarcerati continuano a delinquere ed a richiedere le estorsioni. Gli imprenditori di questo scenario siamo ormai consapevoli e attrezzati per reagire grazie al valore delle Associazioni come Libero Futuro Agrigento e Terranostra e della presenza che lo Stato, attraverso magistratura e forze dell’ordine, rivolge agli operatori vittime di reato. Spesso – conclude Catanzaro- nel dibattito pubblico ci si scorda delle vittime dei mafiosi e di quanti sostengono i mafiosi ed è per questo che staremo doverosamente attenti alle fasi della denuncia , della eventuale condanna e sopratutto di quando dopo la condanna i mafiosi saranno scarcerati”.

“La presenza costante e numerosa accanto agli imprenditori vittima del racket testimonia una società ormai pronta a vivere nella normalità”. A dirlo Andrea Messina, presidente di LiberoFuturo Agrigento, che continua: “Gli imprenditori sanno oggi di poter contare oltre che sulla professionalità e sul sostegno delle forze di polizia e della magistratura anche su colleghi e cittadini che in maggioranza totalitaria hanno scelto di stare con lo Stato. Sanno che il tragico fenomeno dell’isolamento sociale è ormai solo un lontano ricordo. Liberarsi dalla mortificante violenza degli estortori è oggi finalmente la reazione più normale e più semplice, a portata di tutti”, conclude il rappresentante dell’associazione antiracket.

L’iniziativa fa anche seguito all’impegno in occasione del processo “Nuova cupola” e di un’altra udienza del processo “Ouster”.

Redazione

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