VEN, 12 AGOSTO 2022

Macchiarola (Confindustria) e Salamone (ANCE): è grido d’allarme sui general contractor

“Il sistema di gestione delle grandi opere pubbliche attraverso la figura del contraerente generale rischia di non essere più funzionale e attuale in contesti economici, come quello siciliano, caratterizzati dalla grande presenza di PMI, costrette ad affrontare forti tensioni di liquidità e forme di concorrenza sleale da parte di imprese che vivono ai limiti del mercato”. E’ quanto emerso nel corso dell’ultimo Consiglio direttivo di Confindustria Centro Sicilia, la nuova (scorri per leggere il resto)
Macchiarola (Confindustria) e Salamone (ANCE): è grido d’allarme sui general contractor
benitomacchiarola
Benito Macchiarola

“Il sistema di gestione delle grandi opere pubbliche attraverso la figura del contraerente generale rischia di non essere più funzionale e attuale in contesti economici, come quello siciliano, caratterizzati dalla grande presenza di PMI, costrette ad affrontare forti tensioni di liquidità e forme di concorrenza sleale da parte di imprese che vivono ai limiti del mercato”.

E’ quanto emerso nel corso dell’ultimo Consiglio direttivo di Confindustria Centro Sicilia, la nuova associazione di rappresentanza delle imprese di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, di cui fanno parte i delegati alle infrastrutture territoriali e i vertici Ance – associazione nazionale dei costruttori edili – delle tre province.

“Le finalità di snellimento e accelerazione dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche strategiche, previste dalla legge obiettivo del 2001 che ha introdotto lo strumento del general contractor, vengono puntualmente disattese dai ritardi dei pagamenti, da varianti in corso d’opera e dai contenziosi, che alimentano costi e ribassi dei compensi per piccoli fornitori e subappaltatori, finendo per strozzare l’economia locale, anziché favorirla”. Lo dichiara Benito Macchiarola, delegato di Confindustria Centro Sicilia per le infratrutture dell’area di Agrigento.

La riflessione è stata condivisa a seguito dell’analisi sullo stato di attuazione delle principali opere strategiche del territorio, sui relativi ritardi e carenze infrastrutturali. L’attenzione degli industriali si è soffermata, in particolare, sui lavori di ammodernamento della Strada Statale 640, che collega Agrigento a Caltanissetta, con un investimento complessivo previsto di oltre 1 miliardo di euro.

“Solo i grandi gruppi sono ormai in grado di reggere alle regole imposte dai contraenti generali, spesso non senza difficoltà – sostiene Macchiarola – mentre comportamenti poco etici e morali, pur nelle maglie della legge, costringono le imprese che vivono di mercato a non riuscire a competere, salvo mettendo a rischio la stessa continuità dell’azienda”.

IMG_20140719_104301Sull’argomento interviene anche l’associazione dei costruttori edili, tramite il proprio presidente, Carmelo Salamone: “Sapere che oltre 1 miliardo di euro di investimenti per I’ammodernamento della ss 640 non sono diventati opportunità per le piccole e edile imprese della nostra provincia e’ a dir poco scandaloso, se confrontato con la crisi che interessa da troppi armi il mercato dell’edilizia”. Queste le dichiarazioni rese dal Presidente di ANCE Agrigento, Carmelo Salamone, a seguito delle dichiarazioni rese alla stampa da Macchiarola e Confindustria centro Sicilia in relazione ai lavori della SS 640, che continua: “I Parlamentari della nostra realtà prendano atto che la crescita economica ,attraverso le infrastrutture , avverrà se loro sapranno, con le regole che fanno nei parlamenti, offrire opportunità anche alle imprese agrigentine nel competere. Lo strumento del general contractor si è rivelato una fonte di opportunità per pochi, che a danno delle piccole imprese ,di fatto, non solo non rischiano ma addirittura in alcune circostanze, profittano con metodi avulsi da trasparenti dinamiche di mercato. Ciascuno si assuma le responsabilità che , con riferimento alla grave crisi , siano accompagnate da azioni tempestive, ed in tal senso chiediamo a tutti gli attori istituzionali: è accettabile che un importante investimento diventi, come da più parti rilevato, solo fonte di danni per le imprese del territorio?” conclude Salamone.

Redazione

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