DOM, 16 GIUGNO 2019

Crocetta, il fallimento politico del governo va ben oltre l’esistenza dell’intercettazione

Quel che preoccupa in queste ore, è che la vicenda della presunta telefonata tra Crocetta e Turino rischia di mandare in secondo piano l’affaire politico che ruota attorno la presidenza dell’ex Sindaco di Gela. Riforme fatte a metà, conti in rosso, rischi licenziamenti, un’economia ferma, una politica amministrativa approssimativa e senza programmazione; Rosario Crocetta, al di là dell’intercettazione, ha responsabilità molto forti sull’aggravamento della situazione economica siciliana. Vero che l’ex (scorri per leggere il resto)
Crocetta, il fallimento politico del governo va ben oltre l’esistenza dell’intercettazione
Rosario Crocetta
Rosario Crocetta

Quel che preoccupa in queste ore, è che la vicenda della presunta telefonata tra Crocetta e Turino rischia di mandare in secondo piano l’affaire politico che ruota attorno la presidenza dell’ex Sindaco di Gela.

Riforme fatte a metà, conti in rosso, rischi licenziamenti, un’economia ferma, una politica amministrativa approssimativa e senza programmazione; Rosario Crocetta, al di là dell’intercettazione, ha responsabilità molto forti sull’aggravamento della situazione economica siciliana.

Vero che l’ex primo cittadino gelese ha ereditato una situazione al collasso ed un contesto decisamente critico, ma questa da sola non può bastare come giustificazione; se davvero Crocetta tiene al mantenimento della sua onestà intellettuale, lascia la Regione e dica chiaramente che purtroppo le circostanze richiedono un carisma di maggior polso e che le situazioni venutesi a creare hanno bloccato l’idea riformista alla base della sua candidatura nel 2012.

Non si può, ad oggi, continuare ad affermare che la sua azione di governo non sia nociva per la Sicilia; ha rinunciato ai crediti vantati dallo Stato, in cambio di una manciata di soldi di cui poi se n’è visti la metà, non ha fatto valere lo statuto siciliano a Roma, si è fatto imporre un assessore toscano all’economia amico di Renzi e Delrio, per non parlare dell’autentica ‘pagliacciata’ sul MUOS del 2013, quando prima ha revocato e poi ha revocato la revoca sull’inizio dei lavori della base americana di Niscemi.

Giunte labili, con una media di un assessore al mese, e maggioranza che proprio non regge; ce ne sarebbero ancora altri di motivi per cui Crocetta deve ridare ai siciliani la possibilità di scegliere, non ultimo per un debito da 8 miliardi che, d’accordo non l’abbia interamente causato lui, però fino al 2012 era ancora fermo a 4 miliardi.

Se poi quella dannata intercettazione esista o meno, è altra faccenda e lì si aprirebbero altre maglie: ma non si dimentichi il fallimento politico del progetto Crocetta, che da solo basta per far chiedere a viva voce le dimissioni. In Sicilia la situazione è critica: si rischia una ‘grecizzazione’ dell’isola, un default che potrebbe ledere la gestione e l’erogazione anche dei più basilari servizi, per cui continuare ancora con un governo molto più che zoppicante sarebbe deleterio per tutti i cinque milioni di cittadini siciliani.

Mauro Indelicato

Redazione

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