SAB, 29 FEBBRAIO 2020

Furti Robadao: grande solidarietà dal mondo delle istituzioni e dalla società civile

Gli episodi vergognosi ai danni della cooperativa Livatino che gestisce i beni confiscati alla mafia a Naro (Ag) hanno suscitato forti reazioni da parte sia delle istituzioni sia della società civile. Tra i primi ad intervenire ieri l’On. Mariagrazia Brandara, Presidente del Consorzio per la Legalità e lo sviluppo, dopo avere appreso la notizia del furto: “Nessuno fermerà l’azione di ripristino della legalità che con sacrifici, fermezza, determinazione e buona volontà (scorri per leggere il resto)
Furti Robadao: grande solidarietà dal mondo delle istituzioni e dalla società civile

Gli episodi vergognosi ai danni della cooperativa Livatino che gestisce i beni confiscati alla mafia a Naro (Ag) hanno suscitato forti reazioni da parte sia delle istituzioni sia della società civile.

Tra i primi ad intervenire ieri l’On. Mariagrazia Brandara, Presidente del Consorzio per la Legalità e lo sviluppo, dopo avere appreso la notizia del furto: “Nessuno fermerà l’azione di ripristino della legalità che con sacrifici, fermezza, determinazione e buona volontà stiamo conducendo, ogni singola pietra di Robadao è frutto di un grande lavoro e ciò che è accaduto gela il sangue nelle vene. E’ un furto che porta via solo oggetti – continua – l’ On. Brandara, non intaccando la nostra convinzione che questa terra continuerà a rappresentare un grande esempio di riscatto della legalità sulla prevaricazione dei sodalizi criminali. Il nostro lavoro – afferma – continua, fianco a fianco con le Forze dell’ Ordine, che, come hanno sempre fatto, con capacità e coraggio, siamo certi, assicureranno alla giustizia quegli sciacalli che vogliono lanciare un messaggio di intimidazione. Per questo – conclude – perseguiremo senza sconti e nelle opportune sedi, quanti si oppongono al ripristino delle situazioni di diritto.

Il Vice Presidente della Regione Mariella Lo Bello affida oggi ad una dichiarazione il suo incondizionato sostegno verso la Cooperativa dicendo che “il furto a Robadao testimonia la viltà di coloro che hanno scelto la strada dell’illegalità e della sopraffazione , ma noi continueremo a difendere strenuamente gli onesti. Siamo per la giustizia, per l’onestà, per il riscatto di quanti operano nella rettitudine, per ristabilire un ordine che garantisca una società dove ciascuno possa affermare la propria libertà. E saremo , con forza, al fianco di quanti con l’ aiuto degli inquirenti e le forze dell’ordine, coraggiosamente affrontano la malavita organizzata. Il mio appoggio solidale va, alla Cooperativa Livatino, con l’esortazione e proseguire nell’attività condotta con spirito di sacrificio e abnegazione”, conclude la Lo Bello.

Mentre con una nota l’Associazione Antiracket ed Antiusura “FAI Antiracket Agrigento”, già LiberoFuturo Agrigento, esprime “la massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori della cooperativa ed alle loro famiglie che con grande sacrificio quotidianamente sono e saranno la prova di una società che si riscatta e di un’economia che progredisce liberamente.I recenti ripetuti furti – continua la nota – sono atti gravissimi che meritano un’azione immediata, forte e compatta da parte dello Stato e della società civile tutta.

Critica la posizione di Massimo Raso, segretario provinciale della Cgil che dichiara: “Il recente furto di mezzi meccanici e attrezzature in danno della cooperativa “Rosario Livatino – Libera Terra” che gestisce i beni confiscati alla mafia in località Robadao (Naro) ci allarma e ci sorprende. La Cgil Agrigento esprime ai lavoratori della Cooperativa, al Suo Presidente ed alle loro famiglie che hanno con coraggio accettato la sfida di gestire un bene confiscato alla mafia, non possiamo non esprimere la rabbia e la sorpresa. Queste azioni vili non bloccheranno chi si batte affinchè i beni sequestrati alla mafia torni ad essere restituiti alla comunità e possano tornare ad essere fonte di lavoro pulito e di progresso per la Sicilia! Ci immaginavamo che la particolare collocazione del bene ed il suo essere stato al centro del clamore suscitato dalla decisione di renderlo socialmente fruibile lo rendesse oggetto di particolare attenzione dell’apparato di sicurezza. Dobbiamo prendere atto, con amarezza, che così non è! La Cooperativa deve andare avanti, ma lo Stato deve garantire che questo sia possibile restituendo serenità a chi vi opera attraverso una più intensa attività di prevenzione e controllo”, conclude Raso.

 

(Immagine di repertorio)

 

Redazione

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