MAR, 21 NOVEMBRE 2017

Pedonalizzazioni, il caso di via Maqueda a Palermo: quando Agrigento imparerà?

Nel giro di sette anni, i commercianti palermitani sono passati da una posizione ostile alle pedonalizzazioni ad una estremamente favorevole: una lezione che deve valere anche per la nostra città (scorri per leggere il resto)
Pedonalizzazioni, il caso di via Maqueda a Palermo: quando Agrigento imparerà?
Via Maqueda a Palermo dopo le pedonalizzazioni
Via Maqueda a Palermo dopo le pedonalizzazioni

A Palermo è una vera e propria rivoluzione culturale, nemmeno tanto lenta; se nel 2009 i commercianti protestavano contro i primi cenni di pedonalizzazione del centro storico, adesso sono loro stessi a chiederli e ad ottenerli.

Epicentro di questo importante movimento che sta investendo il nostro capoluogo, è la via Maqueda: storico asse che dal teatro Massimo conduce fino alla stazione centrale passando per i mercatini storici di Sant’Antagostino e di Ballarò, l’arteria era quasi commercialmente deserta, con i propri principali monumenti anneriti dallo smog del traffico palermitano.

Poi nelle piazze limitrofe ad essa ed alla via Roma, si è iniziata a sperimentare la pedonalizzazione; piccoli passi, ma ritenuti pericolosi dall’associazione dei commercianti palermitani, in primis da Helg (a capo di Confcommercio, ma famoso anche per la tangente intascata da membro della GESAP). Ma quei piccoli passi, oggi stanno dando i propri frutti; dalle piazze, alle vie principali, già da qualche anno dalle 10 del mattino in poi la via Maqueda risulta chiusa al transito con fioriere e vasi a fare da dissuasori per le auto.

Un gran piacere per l’occhio, ma anche per l’animo vedere questa via piena di turisti senza auto e senza quel ‘tanfo’ di smog caratteristico delle metropoli; ed adesso, pochi giorni fa, sono stati gli stessi commercianti a chiedere il prolungamento dell’isola pedonale di via Maqueda.

Il Comune di Palermo ha quindi disposto il divieto di transito per le auto per ben 18 ore, di fatto quasi l’intera giornata con i mezzi privati che potranno entrare soltanto per tre ore al giorno (dalle 7 alle 10); ma non solo: i commercianti hanno chiesto la rimozione dell’asfalto e la sostituzione con un del basolato tipico delle vie storiche.

E’ bene specificarlo: si sta parlando di Palermo, non di una realtà distante migliaia di chilometri da noi. E quindi la domanda sorge spontanea: quando imparerà Agrigento? Il valore delle pedonalizzazioni, della mobilità sostenibile e di tutto quanto possa portare in qualche modo un servizio migliore ed una qualità della vita più alta per cittadini e turisti, ancora dalle nostre parti latita.

Sono stati mossi piccoli passi in tal senso, ma in tanti mormorano; ad oggi appare impensabile che l’intero centro storico possa essere pedonalizzato, se già per pochi metri quadrati di piazza arrivano ad esserci aspre polemiche.

Il recente caso di piazza Pirandello parla chiaro: né l’amministrazione e né i commercianti sembrano avere le idee chiare. La prima ha proceduto ad una pedonalizzazione senza pianificazione di servizi alternativi e senza un programma chiaro di come e dove voler procedere in futuro, dall’altro lato i commercianti si ostinano a dire un secco NO ad ogni ipotesi.

Il caso della via Maqueda a Palermo parla chiaro: le pedonalizzazioni, alternate a maggiori servizi per cittadini e turisti (nel capoluogo funzionano da settimane i servizi di bike sharing, così come è aumentata la frequenza degli autobus della linea 101), convengono a tutti. Migliora la qualità dell’aria, c’è maggiore vivibilità per la cittadinanza, così come anche un maggior richiamo turistico; si torni quindi alla domanda di prima: quando Agrigento imparerà?

Mauro Indelicato

Redazione

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