MER, 13 DICEMBRE 2017

‘Ti odio Sicilia’

Una lettera di una nostra lettrice, senza firma ma dall'intensità e dai contenuti che colpiscono: uno sfogo in cui si intrecciano odio ed amore, ecco perchè la redazione ha deciso di pubblicarla (scorri per leggere il resto)
‘Ti odio Sicilia’

“Quante volte l’avrò scritto e pensato dentro di me. Quante volte ti avrò chiamato “maledetta”. Quante volte mi hai fatto perdere la ragione e la speranza… Quante volte ti ho abbandonata o avrei voluto abbandonarti. E quante innumerevoli volte ci sono ricascata. Come un’adolescente capricciosa ed “innamorata dell’amore”.

È un rapporto complicato, il nostro. È come l’amore travagliato di due giovani fidanzati che ancora non capiscono che corso dare alla propria vita di coppia. Una relazione a distanza, piena di malinconia e di sospiri, che si ricuce al primo weekend disponibile, fatto di momenti intensi e di sguardi sognanti. – Sicilia. Da lontano brilli della luce più calda dell’Universo e urli la serenità delle tue onde che ti sfiorano d’inverno. Sei il sole che trapela al mattino dalle finestre aperte e la luna che illumina le afose notti d’estate. Ritrovarti è sempre pura gioia per l’anima – Adesso so che è arrivato il momento di dire “Basta!”. Le relazioni a distanza sono per i giovani che ancora desiderano scoprire il mondo e sé stessi. Noi abbiamo bisogno di stabilità, di coltivarci! Io ho trent’anni ormai. Un tempo sarei stata già adulta, oggi sono una ragazzina con le idee confuse alla ricerca di un porto sicuro. Appartengo a quell’epoca che i sociologi definiscono “postmoderna”. La tecnologia, lo sai bene, ha preso il sopravvento.

Ma io sono fortunata. Noi trentenni siamo fortunati. Abbiamo scritto lettere di nostro pugno, usato i gettoni nelle cabine telefoniche e giocato per le strade. Abbiamo conosciuto il rigore del coprifuoco e l’adrenalina della disobbedienza. Tu invece sei millenaria e, dentro di te, ancora più antica. Le tue radici affondano inesorabilmente sotto la sabbia del Mediterraneo ed i tuoi ulivi secolari spaccano la roccia con prepotenza. Sei così bella da essere stata corteggiata da tutti ma posseduta da nessuno. Non sei presuntuosa né vanesia. Sei bella, inconsapevolmente bella. E io sono solo una dei tanti che si è gettata ai tuoi piedi chiedendoti un sorriso, un gesto, una carezza. Ma tu non hai pietà per nessuno. Non cambi mai, non ti pieghi. Sei sempre la solita vecchia e testarda Sicilia. E mi chiedo perché debba essere ancora qui ad aspettarti e a bramarti. Eppure… eppure faccio di tutto per te.

Ti rispetto, ti elogio, ti nutro. Devi ritrovar la fiducia, lo so… in passato alcuni ominicchi ti hanno calpestata ed umiliata. Ma io sono diversa, credimi, ho imparato dagli errori del passato! E ti farò cambiare idea, lo giuro. Nel frattempo, però, tu aiutami ad aiutarti! Reagisci a chi ti ha ferito! Butta fuori dalla tua vita chi ti ha schiaffeggiato e riaccogli tra le tue braccia chi ti ha cercato. Hai tanti figli sparsi per il mondo, chi per scelta, chi per sconfitta. Io sono tornata, hai visto? No… non devi dirmi “brava”, non me lo merito.

E gli altri, no… non ti hanno abbandonata. Ti stanno solo vivendo in modo viscerale. Perché devi sapere, mia cara e maledetta Sicilia, che ogni tuo figlio ti porta morbosamente sulla sua pelle. Ed è per questo che io ti odio.”

Redazione

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3 thoughts on “‘Ti odio Sicilia’”

Gaspare

3 novembre 2016

La pura verità <3

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Rossana

6 novembre 2016

Vero,cara Sicilia:ti portiamo nella pelle,ovunque,sempre!

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angelo

11 novembre 2016

struggentemente sublime.

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