DOM, 22 LUGLIO 2018

Un agrigentino ad Haiti: “Ecco cosa ha portato qui il progresso”

Giovanni Vinti è un ragazzo agrigentino volontario della ONG 'Ciss' ed è impegnato in queste settimane in alcune città di Haiti, il paese americano più povero a causa di continue turbolenze politiche e non poche calamità naturali capitate negli ultimi anni: Giovanni, nel pezzo che ha inviato direttamente dall'ex colonia francese dell'isola di Hispaniola, ha voluto tracciare un parallelismo tra il problema dei rifiuti haitiano e di casa nostra, con particolare attenzione a quanto avviene con l'introduzione della plastica ed altri materiali moderni (scorri per leggere il resto)
Un agrigentino ad Haiti: “Ecco cosa ha portato qui il progresso”

Haiti 1

Non che ci sia da vantarsene, ma (giusto per sfatare qualche mito) il problema dei rifiuti, per le strade, nel cosiddetto “Terzo Mondo” è (purtroppo) ben peggiore che in Sicilia, e con esso i problemi sanitari, come mostrano queste poche foto di Ouanaminthe (Haiti).

In certi posti, rispetto al Medio Evo, il problema è peggiorato, dato che allora quasi tutti i rifiuti erano biodegradabili, oggi c’è pure la plastica, e la consuetudine (anzi solamente “saltuaria” in Sicilia) è quella di bruciarli all’aperto. Se penso alla capitale di Haiti, Port au Prince, mi viene in mente il diffuso odore forte e pungente di rifiuti bruciati, soprattutto plastica, per lo più la sera, ogni sera, con rilascio, tra l’altro, di abnormi quantità di diossine.

A completare il ciclo ci sono gli animali (maiali, pecore, mucche) che gironzolano per la città, si nutrono di questi rifiuti e si può ben immaginare l’immensa quantità di sostanze tossiche (diossine e non solo) che rientrano nella catena alimentare e vengono assorbite dalla popolazione che a Ouanaminthe per la maggior parte vive di agricoltura e allevamento di sussistenza.

Certo, la quasi totale assenza istituzionale completa il quadro; ai vari pupazzi della politica va bene accordarsi con i leader e le aziende dei Paesi Industrializzati; insomma, in questi luoghi il “progresso” è consistito nel ricevere ad esempio prodotti in plastica, senza avere idea di come smaltirli.

Madre Natura ringrazia. E la popolazione locale pure.

Giovanni Vinti

Redazione

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