Quella variante che farebbe respirare Agrigento

Scritto lunedì 20 marzo 2017 19:01 da Commenta!

A proposito di viadotto Akragas II e viabilità congestionata: che fine hanno fatto i progetti per la nuova variante nord della SS 115?

Portare il traffico a nord di Agrigento: ecco due itinerari proposti da studi di fattibilità dell'ANAS

Portare il traffico a nord di Agrigento: ecco due itinerari proposti da studi di fattibilità dell’ANAS

Il problema relativo alla sicurezza del viadotto Akragas II, considerando che per il primo (quello che dalla bretella di via Dante arriva presso lo stadio Esseneto) si parla già di riapertura, pone l’accento su altre significative questioni che riguardano la viabilità di Agrigento, del suo hinterland e della vivibilità di un territorio con sempre più traffico anche per via della sua conformazione.

Andando nel particolare, si evidenzia per Agrigento la problematicità non solo del collegamento tra il centro e le sue periferie, ma anche del suo attraversamento; la proposta della demolizione del viadotto Akragas II, che dal 2009 è stata più volte ribadita in questa testata e che è stata sostenuta anche nell’ultimo editoriale del sottoscritto, ha ricevuto sia plausi che commenti contrari e questo, di per sé, è già una notizia più che positiva: l’intento delle redazione era quello di far uscire il dibattito dai ranghi della mera ‘crisi d’ansia‘ dovuta dalla paura di cascare improvvisamente giù dal ponte e generata dai servizi andati in onda in alcuni tg nazionali. In tanti hanno apprezzato la proposta per via di motivazioni ambientali od urbanistiche o per via delle gradite proposte alternative al viadotto stesso, altri l’hanno sonoramente bocciata per altrettante legittime questioni poste dai lettori; per una volta però, si è andati oltre le frasi di circostanza prodotte dall’emozione del momento ed allora, già che ci siamo, è bene provare a spostare ulteriormente il dibattito su altri e ben più gravi problemi di viabilità di cui soffre Agrigento.

Poniamoci per un secondo nei panni di un automobilista che, provenendo dal trapanese, deve raggiungere Licata o Gela; una volta giunto a Siculiana, tale automobilista non ha ‘scampo’: di fatto entra in una strada che da statale diventa urbana e non ha alcuna alternativa se non quella di imboccarla e dirigersi verso Realmonte e Porto Empedocle. Specie in periodo estivo, questo tratto della SS 115 diventa sostanzialmente impraticabile perchè qui si convoglia tanto il traffico urbano interno all’hinterland agrigentino, quanto quello di chi, come il povero automobilista trapanese, deve raggiungere la punta opposta della provincia o deve recarsi verso Gela; inoltre, superato lo scoglio dei semafori di Piano Lanterna a Porto Empedocle, si hanno due alternative: continuare lungo la SS 115 ed attraversare la rotonda Giunone ed il Villaggio Mosè (ed anche qui, diventa un bel problema), oppure imboccare lo svincolo di Vincenzella, dirigersi verso Villaseta e prendere il maledetto Akragas II (se fosse aperto) e poi anche lì impantanarsi nel traffico della zona immediatamente a sud del nostro centro urbano.

Immaginiamo adesso che al posto dell’automobilista di Trapani, vi sia un tir od un camion che trasporta carichi pesanti oppure un autobus che collega l’aeroporto di Birgi con i paesi costieri della nostra provincia; in poche parole, Agrigento con l’attuale viabilità non riesce ad assumere quel ruolo di centralità nella Sicilia costiera meridionale che invece le spetterebbe: attraversare il nostro territorio è difficile e questo frena enormemente la nostra economia e le nostre prospettive future e contribuisce a ridimensionare la nostra importanza in ambito regionale. Manca quindi una circonvallazione, un’alternativa affinché il traffico in estate non si blocchi dinnanzi ai tanti turisti che si dirigono verso la Scala dei Turchi o dinnanzi all’attraversamento della città da parte dei mezzi pesanti anche perchè, è bene ricordarlo, la poca lungimiranza della nostra classe politica in passato ha privato il tratto Castelvetrano – Licata di una ferrovia.

Quel che serve ad Agrigento è un’importante svolta dal punto di vista viario: sin dall’antichità il collegamento tra le due punte estreme della Sicilia è avvenuto lungo la costa e quindi a sud del nostro colle, adesso invece urge portare l’asse Trapani – Siracusa a nord delle nostra città, considerando che Realmonte e Porto Empedocle di fatto formano con Agrigento un unico conglomerato urbano e la Valle dei Templi e San Leone devono essere sempre più ‘ripulite’ dalla grossa mole di traffico che assorbono ogni giorno. Sembra fantascienza, ma in realtà già negli anni 80 diversi progetti parlavano di una circonvallazione a nord di Agrigento; attualmente, nell’ambito dello studio di fattibilità dell’autostrada Castelvetrano – Gela, l’ANAS prevede un itinerario che da Siculiana sale verso la SP 2 e, da lì, si congiunge a Piano Gatta con le vicine gallerie Spinasanta, in modo da collegarsi poi con la SS 640 e proseguire verso Licata raddoppiando l’attuale strada conosciuta come ‘variante Mosella’.

Questo dell’autostrada resta un sogno, al momento è già un miracolo che entro il 2018 si completi il tratto Rosolini – Modica; pur tuttavia, già negli anni 90 si è valutata l’opzione (in attesa che un giorno l’autostrada si realizzi) di una nuova variante della SS 115 che porti il traffico a nord di Agrigento trasformando la variante costruita a Porto Empedocle negli anni 70 in strada urbana. Quando sul finire degli anni 80 erano partiti i lavori per l’asse urbano della città portuale (lavori ripartiti soltanto un mese fa), l’obiettivo era quello di realizzare anche un grande viadotto che dalla zona dei ‘Grandi Lavori’ si ricollegava con la SS 115 dopo Realmonte; è stato un primo concreto tentativo, poi però naufragato per via dei ripetuti stop al tratto empedoclino dell’infrastruttura. Oggi però, l’aumento del traffico e ‘l’appetibilità’ sempre maggiore delle nostre coste, impone serie riflessioni sulla ripresa di progetti il cui accantonamento ha comportato un quarto di secolo di ritardo nello sviluppo del nostro territorio.

Il tutto ben si ricollega anche con il dibattito sulle sorti future del viadotto Akragas II: la città, e questo viene detto da più parti, deve andare oltre le polemiche derivanti dalle emergenze del momento e deve avere consapevolezza delle possibilità e necessità del proprio territorio anche quando le telecamere della Rai non fanno scoppiare una generalizzata crisi isterica sull’argomento in questione. Nel quadro di una visione d’insieme del nostro tessuto urbano, una variante della 115 tra Fauma e Piano Gatta potenzierebbe anche le vie alternative al viadotto o comunque renderebbe necessaria anche una riqualificazione della strada provinciale di contrada Fondacazzo; l’obiettivo primario del resto, è liberare dal traffico la costa che va da Siculiana a Zingarello, dirottando tutto nella campagna a nord del centro storico: ne guadagnerebbe l’ambente, la qualità della vita di cittadini che non dovrebbero più temere il traffico costiero in estate e, in tutto questo, il viadotto Akragas II potrebbe essere più facilmente sostituito da opere sufficienti ad assorbire un mero traffico urbano.

Mauro Indelicato

Un Commento

  1. Francesco Argento

    20 marzo 2017 il 21:49

    Ottima idea!!!
    Ristrutturare il viadotto Morandi sarebbe un grandissimo e gravissimo errore, rivedere e trovare soluzioni valude alternative alla viabilità una saggia e sana soluzione.
    Finalmente chi di competenza ha la possibilità di dimostrare che veramente vuole il bene di Agrigento e degli Agrigentini!!!

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