Aria irrespirabile tra Joppolo, Aragona ed alcune frazioni di Agrigento: nota di Claudia Casa

Scritto venerdì 24 marzo 2017 13:24 da Commenta!

Odori nauseabondi tra Joppolo, Montaperto ed adesso anche Aragona: è da mesi che ciò viene segnalato, a Joppolo è stato anche fatto tempo addietro un apposito consiglio comunale, ma al momento la situazione è solo andata a peggiorare. Sotto accusa un impianto di compostaggio posto in una contrada tra i territori di Joppolo, Agrigento ed Aragona; si seguito, pubblichiamo integralmente la nota di Claudia Casa che interviene in merito

Claudia Casa

Il silenzio di questi mesi, in attesa che le promesse, evidentemente fasulle, fatte dalla ditta che gestisce l’impianto si tramutassero in fatti concreti ha prodotto quale unico risultato non già la mitigazione bensì l’incremento esponenziale, in termini di quantità, di durata e di diffusione territoriale, dei miasmi vomitevoli scaturenti dalla lavorazione delle tonnellate e tonnellate di materiale organico che quotidianamente vengono incamerate nello stabilimento di contrada Realturco. La puzza nauseabonda, in questi mesi, più e più volte è stata percepita anche a decine e decine di chilometri di distanza e nelle direzioni più disparate a seconda dello spirare del vento: la si sente con cadenza regolare lungo la statale Raffadali-Agrigento, arriva spesso e sovente a Fontanelle, ne fanno non di rado le spese vaste zone dell’area industriale, incluso l’ospedale San Giovanni di Dio.

E adesso, da diversi giorni, ha “conquistato” il territorio di Aragona, urbanizzato e non urbanizzato: infatti, se fino ad ora ad essere investiti da questi odori putrescenti erano stati i campi coltivati contermini alla riserva delle Macalube, da più di una decina di giorni la puzza ha raggiunto il centro abitato ed è avvertita anche lungo il corso principale della cittadina. E sono già diverse le persone che ci hanno rassegnato di aver fatto ricorso alle cure mediche per l’insorgenza di forti mal di testa, bruciore alla gola e difficoltà a respirare, tutti disturbi, questi, ben noti purtroppo agli abitanti delle contrade joppolesi a ridosso delle quali si riversano ormai da quasi tre anni gli effetti indesiderati di questa attività industriale.

Tre cose sono ormai chiare: la prima è che i titolari dell’impianto di compostaggio continuano a prendersi gioco delle regole e quindi della gente e dell’ambiente, non rispettando – come è del tutto evidente – le prescrizioni imposte per lo svolgimento di questa tipologia di attività che è utilissima al ciclo virtuoso della raccolta differenziata ma che non può essere condotta in modo irregolare.

La seconda è che si sono dimostrati del tutto inefficaci ed improduttivi i controlli posti in essere dagli organi competenti a far sì che la ditta in questione si mettesse in riga e si dotasse di tutto quanto necessario per non arrecare alcun disturbo.

La terza è che i cittadini non vogliono più continuare a subire le conseguenze di questa vergognosa situazione, rispetto alla quale nessuno provvedimento a tutela della loro salute e del loro pieno diritto a vivere in condizioni di normalità è stato sin qui assunto da chi avrebbe dovuto e potuto farsene garante ma che, evidentemente, non ha inteso adempiere al proprio dovere!

2 Commenti

  1. Plutino

    25 marzo 2017 il 14:36

    La verità è che questi impianti non dovrebbero sorgere in aree simili…e sarei contento di sapere che l’autorità giudiziaria abbia controllato meticolosamente ogni passagio procedurale che ha portato all’app ovazione di qusto progetto

  2. vincenzo

    29 giugno 2017 il 15:09

    Mi chiedo se sia stato posto in essere un esposto-denuncia alla magistratura sia nei confronti della ditta che degli organi ubblici che dovrebbero effettuare i controlli; e se sì con quali esiti. Non vorrei che si dovesse arrivare all’autotutela con la giustizia fai da te.

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