Girotondo tra le poltrone: il gioco tragicomico di Aula Sollano

Scritto mercoledì 10 maggio 2017 8:00 da Commenta!

Nuovi ingressi in giunta e novità in Aula Sollano, tra code polemiche e veleni: un ‘gioco’ tra partiti, quello a cui assistono gli agrigentini, di cui francamente non si avvertiva molto la necessità

Aula Sollano

C’era un gioco che, almeno fino agli anni 90 (poi il sottoscritto ha cambiato ragionevolmente passatempi e modi di svago), era molto in voga nelle feste di compleanno dei bambini: c’erano alcune sedie, un genitore armato di buona volontà con il dito sempre pronto sul pulsante per staccare una musichetta di sottofondo e degli invitati che ruotavano attorno alle sedie fino a quando, per l’appunto, veniva interrotta la musica; l’obiettivo era sedersi subito ed evitare di rimanere in piedi, visto che vi era almeno un bambino in più rispetto al numero delle sedie.

Dopo le dimissioni di Raffaele Sanzo da consigliere comunale, dovute ufficialmente a motivi di lavoro, sembra proprio che a Palazzo dei Giganti sia partita la musichetta che ha fatto ruotare in tanti dietro almeno tre poltrone: infatti, succede anche per l’appunto che si parte con una dimissione e restano tre posti vacanti, le cui modalità di attribuzione non sono poi differite molto da quelle del gioco sopra descritto.

Raffaele Sanzo non era soltanto consigliere, ma anche vice – presidente del consiglio; nel frattempo, dopo le sue dimissioni, il gruppo ‘Uniti per la Città‘ (vicino alle posizioni di Di Mauro) ritira il suo assessore dalla giunta Firetto, ossia Franco Miccichè, ed esce ufficialmente dalla maggioranza: una dimissione, un passo indietro, tre posti rimasti improvvisamente vacanti e via quindi alla musichetta. E la situazione, in queste settimane, non ha mancato di prendere aspetti di vero e proprio gioco tragicomico: infatti, il primo dei non eletti dietro a Sanzo (a cui spetta l’ingresso nel club dei trenta consiglieri di aula Sollano) è l’avvocato Calogero Alonge, che in questi due anni ha continuato il suo percorso politico che lo ha portato, ad un certo punto, ad entrare nelle fila della corrente del deputato Riccardo Gallo di Forza Italia, la cui lista però (chiamata ufficialmente Forza Silvio) nel 2015 appoggiava a Silvio Alessi ed il cui gruppo si è subito schierato all’opposizione rispetto alla giunta Firetto.

Al primo stop della musichetta, la prima poltrona vacante è andata ad infoltire, quasi paradossalmente, l’opposizione; proprio all’opposizione, non per norma ma per consuetudine e per garantire a tutti la rappresentatività dentro l’ufficio di presidenza, dovrebbe spettare l’altra sedia rimasta vuota, ossia quella di vice – presidente. Così è stato ma, alla nuova interruzione della musichetta, ad essere eletto è sì un membro della minoranza ma designato dalla maggioranza: Salvatore Falzone, eletto nel 2015 con ‘Forza Silvio’ e votato lunedì con 15 preferenze come nuovo vice – presidente, fa sì parte di Forza Italia (della corrente opposta a quella del neo entrato Alonge, ossia la componente facente capo all’ex eurodeputato Iacolino) ma non era stato indicato dal partito e questo ha suscitato l’irritazione degli stessi suoi colleghi di opposizione ed anzi Vincenzo Giambrone, coordinatore provinciale dei forzisti, lo ha invitato ad un passo indietro.

In tutto questo, rimaneva la terza ed ultima poltrona rimasta vacante nelle scorse settimane, quella cioè da cui si era alzato Franco Miccichè per via dell’addio del suo gruppo di riferimento, ‘Uniti per la Città’; gira e rigira, l’assessorato rimasto senza guida è andato ad un ex esponente di Uniti per la Città, vale a dire l’ingegnere Gabriella Battaglia, eletta nella lista vicina all’Onorevole Di Mauro ma dichiaratasi indipendente mentre i suoi colleghi di partito trasmigravano verso l’opposizione.

Le tre poltrone sono state assegnate, ma il gioco è realmente finito? Sono in tanti, all’interno ed all’esterno di Palazzo dei Giganti, a chiederselo: non solo i mal di pancia di Forza Italia per l’elezione di Falzone, ma anche i malumori del PD che da alcune settimane si interroga circa il proprio ruolo (al momento attivo, con la presenza dell’assessore Riolo) all’interno dell’amministrazione Firetto, potrebbero rimescolare altre carte ed altri equilibri politici dentro aula Sollano nelle prossime settimane.

In politica, questi momenti turbolenti in seno agli organi di rappresentanza vengono chiamati ‘assestamenti’ o ‘fasi di transizione’ all’interno di una legislatura o consiliatura; per i cittadini, che assistono quasi impotenti fuori dal palazzo, momenti del genere appaiono, per l’appunto, come veri e propri giochi e per di più inopportuni e fuori luogo vista la delicatezza dei problemi che affliggono la nostra città e visto che, tra una ‘fase’ ed un’altra, né la giunta e né il consiglio comunale (in continuità del resto con i predecessori) sembrano aver significativamente inciso, in questi due anni, nelle dinamiche economiche e sociali del territorio.

Mauro Indelicato 

 

Un Commento

  1. Poverini

    10 maggio 2017 il 10:30

    Poveri noi…

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