MER, 13 DICEMBRE 2017

Non tutti hanno applaudito

Non è vero che tutti i giornalisti hanno applaudito, ma è altrettanto vero in ogni caso che la polemica attorno la partecipazione di Cuffaro all'evento dell'ODG appare vuota di ogni significato e molto sterile: ancora una volta ci si perde in chiacchiere molto superficiali ed in toni poco opportuni (scorri per leggere il resto)
Non tutti hanno applaudito
Salvatore Cuffaro presente al convegno di ieri dell'ODG. Foto tratta da Repubblica.it, in quanto il sottoscritto non ha avuto interesse nemmeno a dotarsi di un'immagine d'archivio dell'ex governatore
Salvatore Cuffaro presente al convegno di ieri dell’ODG. Foto tratta da Repubblica.it, in quanto il sottoscritto non ha avuto interesse nemmeno a dotarsi di un’immagine d’archivio dell’ex governatore

Non è usanza di questa redazione scendere in futili bagarre che hanno il sapore viscido ed orrido del cortile virtuale creato dai social, specie in un momento poi dove di tutto ha bisogno Agrigento tranne che di baruffe il cui unico obiettivo è il mero esercizio della perdita di tempo e dell’allontanamento da ogni forma di buon senso.

Tanto il sottoscritto quanto la redazione avrebbe preferito evitare un cenno su un qualcosa che tanto sta facendo scaldare le tastiere di numerosi agrigentini e siciliani e che riguarda la partecipazione, in qualità di relatore, dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro al corso di formazione organizzato domenica dall’ODG; ebbene, io c’ero, ero presente in aula Giglia, lì dove era ospitato il corso, non ho affatto applaudito anche perchè non ho mai mantenuto una capacità di ascolto superiore ai trenta secondi, non me ne sono andato se non per quei tre minuti in cui ho invano ricercato le stanze che ospitano la toilette.

Dove sta la notizia? Non lo so nemmeno io, ma intanto sui social si è scatenata vera bagarre: in particolare, tutto è partito da un articolo apparso su  Repubblica.it, in cui nel sottotitolo si afferma ‘Al convegno di Agrigento dedicato ai professionisti un giornalista si alza e va via, gli altri restano seduti e applaudono l’ex governatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra‘; a parte che viene riportata una palese falsità, giacché non tutti hanno applaudito a partire dal sottoscritto, ma è leggendo i commenti che si è ritenuto opportuno, nostro malgrado, intervenire su questa polemica. Tra chi ha commentato, si legge addirittura di qualcuno che chiede i nominativi di chi era presente al corso e di chi ha applaudito al discorso di Cuffaro, altri accusano i presenti di essere collusi di un condannato per favoreggiamento alla mafia e quindi, per transitività, di essere noi stessi presenti passibili di accuse relative alla mafia.

Piccolo aneddoto di ieri; accanto a me, tra i banchi che in quell’aula ospitavano il consiglio provinciale prima che la scure di Crocetta li bandisse, vi era un collega che, non appena è apparso Cuffaro, è sobbalzato sulla sedia affermando: “Ah, c’è anche lui? E che ci fa qua?” Questo dimostra che, se non tutti, almeno una buona parte è arrivata al corso per i cinque crediti formativi attribuiti dall’incontro, senza magari nemmeno sapere chi partecipava; ed allora, a tutti coloro che hanno scaldato le tastiere in queste ore, un invito: si evitino giudizi affrettati, si eviti il classico atteggiamento di chi si ritiene esente dalle malefatte e pronto a far calare la spada dei social sulle teste dei presenti, perchè la situazione va sempre esaminata per quello che è e non per quello che conviene far apparire.

Cuffaro ha ricevuto il voto di milioni di siciliani per tanti anni, andiamo allora a ricercare uno per uno gli elettori che lo hanno scelto per accusarli tutti di collusione con la mafia? Una ricerca del genere, suppongo farebbe emergere che l’ex presidente ha più votanti tra chi ha commentato in modo energico l’articolo sopra citato che tra chi era presente domenica in sala ad ascoltarlo: il sottoscritto ad esempio, presente anche se distratto ed alla ricerca di un bagno, nel 2006 (ultima elezione a cui Cuffaro ha potuto presentarsi per la presidenza) aveva 17 anni, non ho quindi nemmeno vissuto da elettore attivo la stagione politica cuffariana. Eppure sarei, per l’appunto, un colluso ed un estimatore.

Come accennato sopra, al discorso di Cuffaro non ho applaudito e lo rimarco solo per il gusto di far sapere a tutti gli agitatori da tastiera che anche in Italia ed anche in Sicilia è bello poter esprimere in pace la propria opinione seguendo quella che è la propria coscienza e formazione politica: io non ho applaudito perchè il discorso non mi ha suscitato nessuna pena e nessuna emozione, ma nulla ho contro chi lo ha fatto, così come nulla ho contro chi non se l’è sentita di venire ed allo stesso modo, nulla ho contro il collega che ha deciso di andarsene. Ognuno compie le sue scelte, critica od approva quel che sente e questo dovrebbe essere normale ma di normale, lì dove i social promuovono il pensiero unico e la folle rincorsa al like facile, non ci può essere nulla. Altri colleghi, ad esempio, sempre sui social hanno preso le distanze dalla presenza dell’ex presidente e, seguendo quello che è il loro punto di vista, hanno fatto bene ad esprimere la loro opinione disertando anche il corso; ma i commenti a margine di un articolo in cui, per l’appunto, sono state raccontate anche inesattezze appaiono pretestuosi e per nulla in linea con il buon senso.

Quello su cui si dovrebbe maggiormente ragionare, non è sulla presenza di Cuffaro a questo o quell’evento o su un suo discorso in sé; bisogna piuttosto riflettere sul fatto che l’ex presidente venga da molti chiamato ancora presidente, così come è bene riflettere sulla circostanza secondo cui da quando ‘Totò’ è uscito da Rebibbia molte telecamere sono state puntate su di lui e già una sarebbe di troppo visto che, ufficialmente, adesso è un privato cittadino senza incarichi e senza più nemmeno diritto di voto. Non c’è stata frase pronunziata dall’ex governatore che non sia stata sottolineata dai media, non c’è anche una singola passeggiata pubblica di Cuffaro che non abbia attratto almeno una telecamera al suo seguito e questo dovrebbe far riflettere circa quello che ha rappresentato (e che rappresenta ancora oggi) la natura della politica cuffariana anche a distanza di anni dalla caduta del suo ultimo governo. Invece no: si discute di altro, si inveisce contro una quarantina di ‘fessi’, compreso il sottoscritto, che la domenica mattina invece di andare a passeggiare con gli amici preferiscono partecipare ad un corso di formazione della propria categoria lavorativa di appartenenza.

Fin quando ci sarà la mafia, la Sicilia non vedrà lustro ma è altrettanto vero che fin quando ci sarà l’antimafia la Sicilia non sarà mai una terra normale e, per normale, si intende una terra in cui si può parlare di politica giudicando un ex presidente per il suo operato politico; ecco perchè, come detto sopra, come redazione volevamo evitare di partecipare a questa polemica: fin quando si parlerà del ‘personaggio Cuffaro’, l’ex governatore continuerà a far notizia e ad essere onnipresente nel dibattito siciliano e questo non poggerà a favore della necessità di superare il cuffarismo e la sua pessima stagione politica. Torneremo a parlare di Cuffaro solo quando le telecamere su di lui si spegneranno e quando gli echi di polemiche inutili eviteranno di far scadere ulteriormente il dibattito su quegli anni in cui era presidente; fino ad allora, parlare e stendere parole su un privato cittadino senza incarichi sarà interpretabile come una vera e propria sconfitta.

Mauro Indelicato

2 thoughts on “Non tutti hanno applaudito”

puntoevirgola

15 maggio 2017

semmai fin quando ci sarà un uso dell'antimafia generalista e populista...ma che ci sia un'antimafia non può che essere un bene, anche con questi rischi!!

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roberto vasile

15 maggio 2017

Non capisco il perché, avere una Antimafia quanto tutti asseriscono che la mafia non esiste!?..a questo punto invece di fare tagli negli ospedali, " per dirne una", togliamo quest'antimafia..tanto non esiste!..:)..

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