DOM, 16 GIUGNO 2019

Talk letterario con Vito Catalano: “Vi racconto mio nonno, Leonardo Sciascia”

Nuova iniziativa nell'ambito del festival della Strada degli Scrittori (scorri per leggere il resto)
Talk letterario con Vito Catalano: “Vi racconto mio nonno, Leonardo Sciascia”

Vito Catalano

Le lunghe estati alla Noce, i giochi in campagna e quella “santa casa” immersa nei campi di Racalmuto dove Leonardo Sciascia, come un qualsiasi nonno racconta storie e favole ai nipoti.

E’ una narrazione personale, a tratti quasi intima, quella che Vito Catalano ha offerto ieri sera, 25 giugno, al qualificato pubblico che ha preso parte al talk letterario dedicato all’autore, intervistato da Rosalia Centinaro presso i locali dell’ex Collegio dei Filippini di Agrigento nel contesto del “Festival della Strada degli Scrittori”. Un dibattito che non poteva prescindere dal ricordo di Sciascia e dal rapporto tra nonno e nipote.

Fortunatamente – ha spiegato Catalano – riesco a mantenere distinte le due figure, quella dello Sciascia nonno e quella dello Sciascia scrittore e letterato. Posso dire che è stato un nonno severo nel far rispettare le regole imposte in casa, ma disponibile al gioco: ricordo ancora quando durante le passeggiate nella campagna della Noce raccoglieva per noi i fichi, o realizzava per me e mio fratello degli archi con rami di ulivo. O, ancora, ho vive nella memoria le sere in cui ci raccontava delle storie di avventura e di briganti siciliani. Anzi, credo che, prima o poi, qualcuna dovrei anche scriverla. Mantenendo questa distinzione tra le due figure – continua Catalano – sono riuscito ad oggi a mantenere inalterata la memoria di mio nonno e ad approfondire, d’altro canto, la figura del letterato”.

Ovviamente la Noce, casa dove Catalano ama ancora oggi trascorrere le vacanze, pur vivendo in Polonia, non fu solo una casa di campagna, ma per anni un luogo centrale nella cultura e anche nella politica italiana. In tal senso Catalano ha ricordato come da bambino vivesse quel viavai di personalità di spicco di quel periodo e di quell’Italia. “Sicuramente era un po’ una festa quando veniva qualcuno a trovare il nonno; pur essendo piccoli, capivamo che si trattava di un momento importante. Se devo dire un nome tra coloro che come bambini accoglievamo con particolare piacere mi viene in mente di sicuro Marco Pannella, per la sua vulcanicità”.

Catalano, rispondendo alle domande della professoressa Centinaro ha precisato comunque di non soffrire il peso dell’eredità del nonno, e questo di certo non perché ne sminuisca il genio.

Per me è un’ombra benigna, non ho mai reputato fosse per me un danno essere suo nipote – ha precisato-. Non sta a me, ovviamente, dire quale sia stata la sua grandezza come scrittore”. La conoscenza dell’opera di Sciascia, ha spiegato l’autore, ha avuto inizio poco prima che il genio di Regalpetra morisse, con la lettura di una copia giunta in casa come dono dell’editore di una “Una storia semplice”. Primo di una lunghissima serie di testi che Catalano leggerà, attingendo a piene mani dalla biblioteca di famiglia, e che gli consentirà di conoscere e amare tutti gli autori italiani (in particolare Manzoni, Pirandello e Verga), i grandi romanzi d’avventura (quelli di Dumas e Stevenson tra tutti) ma anche, assecondando quella che ha definito una “malinconia di fondo”, gli autori attivi sulla fine del regno Austro-Ungarico, come Roth.

La serata è stata ovviamente anche l’occasione per parlare dell’ultimo libro di Catalano, “Il pugnale di Toledo”. Una vicenda avventurosa con profonde incursioni nella storia dell’Italia del ‘600.

Il tutto mantenendo inalterata una impostazione che l’autore ha sempre ritenuto essenziale nei suoi testi, ovvero narrare fatti passati non partendo dalle differenze che distinguono gli uomini di oggi da quelli di allora, ma piuttosto valorizzando le cose che si sono mantenute uguali nel tempo, a partire dal rapporto con il potere.

Il “Festival della Strada degli Scrittori” prosegue ovviamente il suo viaggio. Oggi, 26 giugno, alle 18.30 i locali dell’ex collegio dei Filippini si terrà il talk letterario “Sulla strada del Fantasy”, curato da Gero Micciché. Alle 21 al teatro “Pirandello” Enrico Lo Verso porterà in scena “Uno, nessuno e centomila”. Il Festival, che ha preso il via l’11 maggio, e che ha toccato le sei tappe della Strada degli Scrittori, è organizzato dal Distretto Turistico Valle dei Templi, col patrocinio della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il calendario degli eventi:

Lunedì 26 giugno

ore 18.30– Talk letterario “Sulla Strada del Fantasy” a cura di Gero Miccichè – Ex Collegio dei Filippini.

ore 21.00 – Enrico Lo Verso in ”Uno, Nessuno, Centomila” – Teatro Luigi Pirandello.

Martedì 27 giugno

ore 21– Malarazza 100% Terrone, spettacolo musicale – Spazio Temenos

Mercoledì 28 giugno

ore 21 – “1,2,3… rintocchi di follia” regia di Antonella Morreale, con Laura Pompeo, Totò Costanza, Zaira Picone, Giovanna Dominici, Selene Bosco – Spazio Temenos

Giovedì 29 giugno

ore 21 – “Io e Pirandello” con Sebastiano Lo Monaco – Spazio Temenos

Venerdì 30 giugno

ore 21– Cerimonia di consegna del premio “Strada degli Scrittori” . Conduce Egidio Terrana – Spazio Temenos.

Redazione

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