LUN, 16 MAGGIO 2022

‘Figlio del Kaos’

Oggi è il centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Luigi Pirandello, drammaturgo e premio nobel per la letteratura e, di fatto, agrigentino più conosciuto a livello internazionale (scorri per leggere il resto)
‘Figlio del Kaos’

Luigi Pirandello

“In una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un pino solitario in una campagna di olivi saraceni affacciata agli orli di un altipiano d’argille azzurre sul mare Africano”: è questa l’incisione scritta su una lastra di marmo di fronte la casa natale di Luigi Pirandello, in cui viene riportata la frase con la quale il drammaturgo agrigentino descriveva la sua nascita presso contrada Kaos.

Da quella giornata narrata dallo stesso Pirandello, sono trascorsi oggi esattamente 150 anni: era quello un periodo di grandi cambiamenti, almeno sotto il profilo politico tanto a livello nazionale quanto locale; solo da sette anni infatti l’allora Girgenti non era più appartenente al Regno delle Due Sicilie ma faceva parte del neonato Regno d’Italia, mentre al di sotto della contrada Kaos da appena quattro anni era sorto un nuovo comune, ossia quello di Porto Empedocle il quale, fino al 1863, era una frazione del capoluogo denominata ‘Marina di Girgenti’.

E proprio da Porto Empedocle Stefano Pirandello e Caterina Ricci – Gramitto, avevano deciso di spostarsi presso la casa di campagna di amici di famiglia in prossimità del parto per via delle preoccupazioni date da un’epidemia di colera che affliggeva la città portuale da alcuni mesi; ecco perchè Luigi Pirandello è nato in contrada Kaos, in prossimità di quel costone che lo ispirerà per diversi anni nelle sue opere e dove, poco più in basso, fino a poco tempo fa era ancora presente il pino in cui riposano dentro una pietra le sue ceneri dal 1936, anno della sua morte.

Agrigento, assieme all’intero mondo della letteratura italiana e non solo, ricorda quindi i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello: ‘Io son figlio del Caos – ripeteva spesso – e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Kaos‘.

Un secolo e mezzo, tanto è passato da allora: 150 anni sono tanti per la vita di un uomo, pochi per un territorio che ha 2600 anni di storia, da quella notte di giugno molto è cambiato ma, al tempo stesso, pregi e difetti di Agrigento e degli agrigentini sembrano essere rimasti tali e quali.

Redazione

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