Il gioco al massacro che non aiuta nessuno

Scritto giovedì 13 luglio 2017 9:21 da Commenta!

In un servizio andato in onda su La7, Agrigento viene dipinta come una città in cui è normale farsi la doccia per strada: ancora una volta la strumentalizzazione di un singolo episodio manda in frantumi inutilmente l’immagine del territorio

Il servizio andato in onda nelle scorse ore su La7

L’immagine è spesso il punto cardine attorno cui ruota lo sviluppo di un territorio: è un concetto molto semplice, comprensibile ad una platea più vasta di quella che comprende chi nella vita studia o si occupa di marketing. Gli americani sono, e purtroppo duole dirlo, maestri in questo: hanno causato almeno una ventina di conflitti solo negli ultimi 40 anni, sono gli unici ad aver sganciato la bomba atomica sulla popolazione civile ed il loro Stato ha avuto origine da uno dei più grossi genocidi della storia in cui sono stati sterminati milioni di nativi autoctoni del nordamerica, eppure gli USA riescono ancora oggi a spacciarsi per ‘difensori’ del mondo civile e del mondo libero e, allo stesso tempo, per pionieri della democrazia.

E’ per davvero tutta una questione di immagine, è possibile comprenderlo anche con aneddoti molto più vicini alla vita agrigentina; per esempio, un po’ tutti noi abbiamo l’idea che i trasporti al nord e specialmente in una regione all’avanguardia come la Toscana funzionino alla perfezione, ‘dra supra i cosi nun su comu ccà‘ è una delle frasi più sentite in giro alle nostre latitudini: poi però, prendendo un banale treno regionale che collega due importanti città come Firenze e Siena, si scopre che la ferrovia in quella tratta è ancora a diesel e che, a differenza del Palermo – Agrigento, bisogna sorbirsi lungo tutto il viaggio (che dura più di 90 minuti) il rumore pesante prodotto dai motori diesel; oppure ancora, per raggiungere il capoluogo toscano è difficile trovare aerei che atterrino nello scalo fiorentino e spesso bisogna invece andare a Pisa e, da lì, percorrere un’altra buona ora tra autostrada o treno. In poche parole, se è vero che la Sicilia ed Agrigento hanno tanti gap rispetto al resto d’Italia, è anche vero però che essi vengono accentuati notevolmente sia perchè l’immagine prodotta da altri territori appare ‘vincente’ e sia perchè il fatalismo siciliano spesso dà il via ad una sorta di gara a chi parla maggiormente in chiave negativa dei nostri luoghi.

Il servizio andato in onda su La7 nelle scorse ore, in cui Agrigento viene descritta come una città in cui i residenti a causa della crisi idrica fanno la doccia per strada, è aberrante ed assolutamente non veritiero; ma è bene notare che la colpa non è da attribuire unicamente alla testata od al singolo giornalista (peraltro un ottimo professionista come Antonio Condorelli), così come è probabile che i due agrigentini intervistati (l’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa ed il presidente di MareAmico Claudio Lombardo) non erano consapevoli del tipo di video che sarebbe stato poi trasmesso: se una testata nazionale si spinge fino ad Agrigento raccontando false verità, è perchè purtroppo negli anni noi agrigentini abbiamo spesso permesso tutto ciò. Nei decenni, siamo via via diventati la ‘patria dell’abusivismo’ (escludendo il fatto che da Bolzano a Lampedusa l’Italia è stata retta per anni dalla rincorsa alle lottizzazioni facili), ‘la città degli assenteisti’ (eludendo la circostanza che scandali del genere sono scoppiati in tutte le regioni italiane), ‘la città dei gettoni facili’ (quando i consiglieri condannati sono stati quelli di Messina, ad esempio, e non di Agrigento) e tanto altro ancora e purtroppo come comunità abbiamo spesso prestato il fianco alle cattive etichette contro noi stessi, senza al contempo operare per il superamento dei problemi e senza alzare la voce contro il massacro mediatico del territorio.

Siamo rimasti quindi con le mani in mano, applaudendo chi ci denigrava e restando immobili dinnanzi alle esigenze della città ed oggi prendere a pesci in faccia Agrigento è molto semplice, quasi uno sport nazionale praticato da molte reti e da molte testate: il nostro territorio, di fatto, è trattato alla stregua di un magazzino tetro e buio al cui interno vengono ammassati disordinatamente tutti i mali di un’intera nazione allo sfascio. Oltre a danneggiare l’immagine, un servizio come quelli andati in onda nelle scorse ore è grave perchè rischia paradossalmente di mandare in secondo piano i reali problemi: per esempio, è inaudito che il comune non eroghi servizi ai commercianti delle bancherelle e che questi debbano lavarsi per strada riforniti da un’autobotte della Protezione Civile ma dopo aver lanciato il messaggio secondo cui, ad Agrigento, è normale farsi la doccia per strada con tanto di natiche al vento perchè manca l’acqua, ogni commento in tal senso diventa superfluo e la tematica sopra evidenziata passa in secondo piano. Mettiamoci per un attimo nei panni sia dei turisti che hanno prenotato una vacanza a fine luglio in città e sia dei gestori delle strutture ricettive agrigentine: i primi, vedendo il servizio, potrebbero anche pensare di disdire le prenotazioni ed i secondi, al contempo, perderebbero contratti e soldi con grave danno economico.

Prima ancora di parlare di infrastrutture, investimenti e quant’altro, Agrigento deve lavorare sulla sua immagine: se continueremo ad essere zimbello del paese, con una città che applaude a volte alle mortificazioni esterne invece di reagire ad esse, l’idea che si avrà del nostro territorio sarà quella di una sorta di giungla inabitabile dove non vi è traccia di elementi positivi; l’obiettività e la correttezza sono elementi che devono essere garantiti anche per la nostra città la quale, pur se spesso vittima di se stessa, non merita quel diluvio d’urina che puntualmente le vien fatto piovere addosso a livello mediatico.

Mauro Indelicato

Un Commento

  1. Salvatore

    13 luglio 2017 il 14:26

    Ma è mai possibile che nessuna delle nostre “Autorità” (Sindaco, Prefetto ecc.) intervenga con una querela nei confronti di questi denigratori?… nessuno che prende le difese della città?… Ormai è diventato facile infangare Agrigento e gli agrigentini. E’ il momento di dire BASTA!!!

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