LUN, 18 GIUGNO 2018

Licata: minacce di morte al commissario Maria Grazia Brandara

Riferimenti personali ed anche una foto di una bara vuota, oltre che a pesanti frasi ingiuriose: il commissario di Licata adesso dichiara scetticismo circa la possibilità di continuare a guidare il comune (scorri per leggere il resto)
Licata: minacce di morte al commissario Maria Grazia Brandara

Riferimenti ad indirizzi privati ed a fatti privati, una foto di una bara vuota e poi quelle frasi che senza ombra di dubbio suonano come un macabro avvertimento: “Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo, fai una cosa sola contro di noi e ti scanniamo”; ecco cosa si è visto recapitare in una lettera l’attuale commissario straordinario di Licata, Maria Grazia Brandara.

Ex Sindaco di Naro e parlamentare regionale con il centro – destra, politico di lungo corso essendo già stata anche un membro della DC, la Brandara da poche settimane è subentrata al Sindaco Angelo Cambiano alla guida del comune licatese, a seguito della sfiducia accordata dal consiglio comunale contro quest’ultimo nello scorso mese di luglio.

Il clima a Licata sembra continuare ad essere molto pesante, specialmente sul fronte della lotta all’abusivismo e delle demolizioni delle case costruite senza permesso, con accertamenti e sentenze già decretate dalla Procura di Agrigento; le prime demolizioni sono state effettuate sotto la sindacatura di Cambiano ma con stanziamenti in parte stabiliti proprio da Maria Grazia Brandara, commissario a Licata già tra il 2014 ed il 2015. A seguito del via alle ruspe, nella città agrigentina sono diversi gli eventi accaduti, a partire dalle intimidazioni allo stesso Cambiano.

Ora le minacce toccano il nuovo facente funzioni a capo della macchina amministrativa licatese; dal canto suo la Brandara, come scritto su AgrigentoNotizie, appare scossa da quanto accaduto: “Non so ancora se continuerò o meno la mia esperienza qui a Licata – si legge – Non ho ancora deciso se rimanere o meno”. Sull’episodio intanto sono partiti i primi accertamenti da parte degli inquirenti.

Redazione

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