GIO, 23 NOVEMBRE 2017

Sbarchi fantasma: arriva la prima condanna per uno scafista tunisino

Il tunisino era stato arrestato lo scorso 22 settembre dopo essere stato intercettato nelle acque tra Porto Empedocle e Realmonte (scorri per leggere il resto)
Sbarchi fantasma: arriva la prima condanna per uno scafista tunisino

E’ la prima condanna di uno scafista implicato nel fenomeno dei cosiddetti ‘sbarchi fantasma’, ossia gli approdi di migranti tunisini sulle nostre coste che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa e che ha portato ad un deciso allarme sociale in seno alle comunità della provincia di Agrigento.

Ad essere stato condannato a sette anni di reclusione, in particolare, è Chayah Saber, tunisino di 27 anni, arrestato dai militari della Sezione Operativa Navale e della Tenenza della Guardia di finanza di Porto Empedocle al termine di un inseguimento in mare, dopo che lo stesso aveva scaricato numerosi tunisini sul territorio italiano.

“L’extracomunitario – si legge nella nota della Guardia di Finanza – entrato in Italia altre cinque volte fornendo altrettante false generalità, con un’imbarcazione in legno della lunghezza di circa 12 metri, “non battente alcuna bandiera e non riportante alcuna sigla sullo scafo”, è accusato di aver effettuato il trasporto di oltre 45 cittadini extracomunitari dalla Tunisia verso l’Italia, procurando loro l’ingresso illegale nel territorio italiano, facendosi pagare per il trasporto un compenso di 2.500.000 dinari tunisini, corrispondenti a circa 750 euro a persona.

Grazie al contributo dei militari operanti e alle testimonianze raccolte nel corso delle indagini svolte, l’uomo è stato riconosciuto colpevole di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, false generalità e resistenza a nave da guerra perché aveva violato l’ordine delle Fiamme Gialle di fermarsi per essere sottoposto a controllo, gettando in mare cellulare e navigatore e proseguendo la marcia a tutta velocità verso la Tunisia.

La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici del Tribunale di Agrigento presieduto dalla Dottoressa Luisa Turco, a fronte della richiesta del pubblico ministero Dottor Salvatore Vella di una condanna a undici anni di reclusione.

Redazione

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