GIO, 23 NOVEMBRE 2017

Da via Quartararo al ‘Russia Gate’: riecco Joseph Mifsud

Il nome del professore maltese, ex presidente del Consorzio Universitario di Agrigento, è tra i più citati del momento a livello internazionale per via dei suoi rapporti con George Papadopoulos, uomo dello staff di Trump e punto focale attorno cui ruota il 'Russia Gate': intanto, da Roma, lo stesso Mifsud smentisce ogni coinvolgimento in uno dei casi maggiormente dibattuti degli ultimi anni negli USA. (scorri per leggere il resto)
Da via Quartararo al ‘Russia Gate’: riecco Joseph Mifsud

Era la primavera del 2009, l’allora presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, durante una delle sue più scoppiettanti conferenze stampa (a dire il vero non c’era un incontro con i cronisti in cui ci si annoiava) aveva promesso due cose essenziali da attuare durante il suo mandato: da un lato l’aeroporto, dall’altro il potenziamento del Polo Universitario di Agrigento e, su questo secondo fronte, aveva anche anticipato un nome altisonante ed importante per rilanciare la struttura di contrada Calcarelle.

Cosa c’entra tutto questo con le notizie delle ultime ore sul ‘Russia Gate’ e sulle presunte fughe di mail durante la campagna elettorale americana del 2016? Il nome di cui parlava Eugenio D’Orsi era quello di Joseph Mifsud, che proprio dal 2009 ha assunto per alcuni anni la presidente del nostro Consorzio Universitario; gli agrigentini impararono subito a conoscere il professore maltese, il quale sapeva parlare molto meglio di tanti nostri politici l’italiano e che soprattutto non mancava di far riferimento ai ‘processi di internazionalizzazione‘ a cui dovevano guardare tanto il Polo Universitario quanto l’intero nostro territorio. Oggi quello di Joseph Mifusd è uno dei nomi più citati nelle ultime ore nei vari media internazionali; secondo alcune indiscrezioni, l’ex presidente del CUPA avrebbe favorito il contatto tra George Papadopoulos, un volontario interno alla squadra di Trump durante la campagna elettorale USA dello scorso anno, ed alcuni membri del Cremlino in possesso di mail compromettenti per Hillay Clinton, avversaria dell’attuale presidente statunitense.

Ma Mifsud, raggiunto a Roma dal giornalista Paolo Brera di La Repubblica, ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento nell’affaire nato dalla volontà delle autorità americane di dimostrare eventuali condizionamenti russi durante le presidenziali vinte poi dal tycoon newyorkese: “Tutto quello che ho fatto è favorire rapporti tra fonti non ufficiali, e tra fonti ufficiali e non, per risolvere una crisi. Si fa in tutto il mondo. Ho messo in contatto think- tank con think- tank”, ha dichiarato Mifsud a Repubblica.

“Conosco Papadopoulos, ma non sono stati i russi a chiedermi di incontrarlo – ha continuato Mifsud nella sua intervista –  Non conosco nessuno dell’apparato di governo russo: di russi conoscevo solo Ivan Timofeev, direttore di un think-tank moscovita”. 

A dire la verità, il governo di Mosca ha varie volte bollato come mera ‘barzelletta’ l’inchiesta sul Russia Gate: secondo il Cremlino, l’accusa di aver condizionato la campagna per le presidenziali USA del 2016 tramite la diffusione di mail riguardanti Hillay Clinton ed il suo staff non reggerà a lungo in quanto, per i vertici russi, non esistono prove di hackeraggio dei dati personali della rivale di Trump, né di un reale condizionamento del confronto elettorale ad opera di enti od associazioni riconducibili al Cremlino.

Desta comunque un certo scalpore ad Agrigento rivedere comparire, per un caso così eclatante a livello internazionale, il nome di Joseph Mifsud: dai problemi relativi ai consueti tira e molla con l’Università di Palermo per l’apertura e chiusura dei corsi, affrontati dal suo ufficio di via Quartararo, al caso ‘Russia Gate’ ed alla presunta diffusione di mail volte a condizionare la più delicata sfida elettorale degli ultimi anni; anche se il diretto interessato ha già smentito ed ha anche dichiarato di aver raccontato tutto all’FBI, una situazione del genere non può che destare curiosità in città come tra gli studenti passati dal Polo Universitario durante gli anni di presidenza del professore maltese.

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