MAR, 21 NOVEMBRE 2017

Voto più nazionale che regionale: siciliani alle urne tra mille incognite e molta diffidenza

La Sicilia al voto: occhi puntati sull'isola, ma l'esito sembra interessare maggiormente al resto d'Italia che all'elettorato siciliano (scorri per leggere il resto)
Voto più nazionale che regionale: siciliani alle urne tra mille incognite e molta diffidenza

Si è parlato molto di Italia, molto poco di Sicilia in questo ultimo mese pre voto: le elezioni di oggi sono, di fatto, più un test politico nazionale che un confronto sui prossimi cinque anni dell’amministrazione della nostra regione.

Questo gli stessi siciliani lo hanno capito e si spiega in tal modo una certa distanza che la popolazione ha preso da comizi e convention politiche; per strada, non si respira il classico clima pre elettorale, c’è sì il fermento delle ultime ore dato dalle frenetiche operazioni di preparazione al voto, ma per almeno il 25% dei siciliani oggi è una domenica come tante altre visto che, secondo gli ultimi sondaggi, un elettore su quattro non conosce nemmeno la data fissata per il voto.

Forse più della metà della popolazione dell’isola si resterà a casa, più che segno di sfiducia sembra esserci in realtà una forte diffidenza verso l’intera classe politica e dirigente e per cui davvero in pochi credono che, dopo il voto odierno, possano cambiare le proprie sorti e quelle dell’intera comunità siciliana.

Come ha scritto Fulvio Scaglione su Linkiesta, c’è forse molta voglia di politica ma la politica non sembra aver voglia di stare nelle strade: “La notizia è che la gente ha voglia di politica. La chiama, la cerca, la pretende – scrive il giornalista dopo una visita a Catania – Può darsi però che sia la politica a non avere voglia della gente”. Così come accaduto in molte occasioni, la Sicilia sembra trasformarsi quest’oggi in un mero laboratorio politico: si sondano le intenzioni, si guarda a possibili alleanze da spostare da Palermo a Roma, si cerca di studiare il comportamento degli elettori in una determinata situazione, in poche parole si fa di tutto tranne che vedere le consultazioni dal punto di vista dei siciliani.

Tutta Italia guarderà oggi la Sicilia, ma molti siciliani oggi non presteranno nemmeno la minima attenzione a quanto uscirà fuori dalle urne: sembra più uno spettacolo ad uso e consumo degli interessi della politica nazionale che un passaggio cruciale per il futuro dell’isola. Intanto, i seggi alle 8:00 di questa mattina sono stati aperti: la macchina elettorale è partita, ma la domenica siciliana sembra avere i suoi stessi ritmi ed i suoi stessi riti; la tensione sembra essere confinata nelle stanze dei comitati elettorali, per strada l’unico elemento di novità è rappresentato soltanto da qualche volantino ‘sfuggito’ al controllo del silenzio elettorale scattato venerdì notte.

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