MAR, 21 NOVEMBRE 2017

Una Valle che non finisce di stupire: ‘riemerge’ il Santuario di contrada Sant’Anna

La presenza del Santuario è stata ipotizzata già negli anni 60, ma dopo un progetto nato nel 2011 adesso è possibile vedere le imponenti dimensioni della struttura che riaffiora in contrada Sant'Anna (scorri per leggere il resto)
Una Valle che non finisce di stupire: ‘riemerge’ il Santuario di contrada Sant’Anna

E’ una zona, per così dire, periferica del territorio dell’Ente Parco: lontana dalla via Sacra, lontana dagli ingressi per i Templi ed il museo, ci si rende conto di essere in piena area archeologica grazie alla presenza del ponte della ferrovia che conduce verso Porto Empedocle e dallo scenario tipico delle colline che circondano gli ingressi della Kolympetra.

Il riferimento è alla contrada Sant’Anna, zona con la quale gli agrigentini da sempre identificano la porzione di territorio che da Porta V giunge fino al passaggio al livello della ferrovia sopra menzionata, lungo la strada che si ricongiunge poi con Cugno Vela e Villaseta; è proprio nei pressi dell’intersezione tra i binari e l’asfalto della provinciale che si trova una piccola collina dove, al proprio interno, si sta procedendo allo scavo per uno dei più grandi Santuari dell’antica Akragas.

Sul ‘La Sicilia’ di questo lunedì, ne ha parlato Gioacchino Schicchi il quale ha intervistato la docente referente del progetto dell’università tedesca di Ausburg, Natascha Sojc, che nell’articolo parla dell’importanza di una tale scoperta: “E’ dal 2011 che conduciamo ricerche in questa area – spiega la docente nell’intervista sopra menzionata – dopo una prospezione geofisica e geomagnetica, accompagnata da survey archeologico, e carotaggi, a cui ha fatto seguito l’apertura di alcune trincee di scavo archeologico”.

L’area era già oggetto di attenzioni negli anni 60, quando l’ex Sovrintendente Graziella Fiorentini ha individuato proprio nella collinetta la possibilità dell’esistenza di un Santuario di importanti dimensioni; pur tuttavia, come detto, soltanto in anni recenti si è proceduto all’apertura di più dettagliate indagini e quindi di scavi: ciò che sta emergendo in queste ultime settimane, non è destinato a suscitare solo curiosità ma anche ad aggiungere un nuovo tassello monumentale in una Valle che non smette mai di stupire e di sorprendere.

Il Santuario dovrebbe essere dedicato alla Dea Demetra oppure ad altre divinità della terra; colpisce il fatto che esso si trovi, seppur di pochi chilometri, fuori dalle mura di Akragas e, probabilmente, analizzando alcuni resti di oggetti all’interno dell’area, il Santuario potrebbe avere origini anche più remote di quelle greche ed essere stato costruito quindi lì dove già vi era una struttura ancor prima della fondazione della città: “Attraverso lo studio dei reperti – ha dichiarato ancora la professoressa Natascha Sojc – e della cultura materiale è possibile ipotizzare che in età arcaica il santuario si caratterizzasse, verosimilmente, sia come luogo di costruzione dell’identità, che come un luogo di incontro di identità differenti, che nello spazio del sacro trovavano il contesto adatto alla devozione e all’incontro delle culture. Quindi l’area sacra verrà indagata anche in questa sua dimensione multiculturale.”

Ad emergere, al momento, sono stati alcuni edifici grazie a porzioni di muro e delle fondamenta, oltre che a tanti oggetti tra cui spiccano i resti di una grande statua di terracotta di dimensioni naturali; gli scavi ed il progetto andranno avanti ancora per altro tempo e questo non solo per permettere maggiori studi sul Santuario, ma anche per poter consentire in futuro la possibilità di ammirare questa nuova importante scoperta destinata ad ‘allargare’ l’area visitabile della Valle dei Templi.

La città di Akragas quindi, si svela sempre di più agli occhi dei suoi discendenti: questa scoperta si va ad aggiungere a quelle che, lo scorso anno, hanno destato un grande clamore mediatico e che riguardano, tra gli altri, il teatro ellenistico ed il tempio romano. Il progetto per il Santuario di contrada Sant’Anna, è realizzato in collaborazione tra l’Università tedesca di Ausburg e l’Ente Parco Valle dei Templi.

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