MAR, 12 DICEMBRE 2017

E’ iniziato tutto con una conversazione durante una mattina di gennaio

La storia che ha portato all'arresto di Fabrizio La Gaipa 'naviga' tra politico e giudiziario: i misteri di una mail inviata allo staff di Grillo, i dissapori di tanti attivisti grillini per la candidatura dell'imprenditore, la conversazione dove l'indagato richiede 780 Euro dalla busta paga del suo dipendente che però, in un'intervista, smentisce di essere stato lui a denunciarlo. Ecco i contorni di una vicenda che ancora sembra avere molto da dire (scorri per leggere il resto)
E’ iniziato tutto con una conversazione durante una mattina di gennaio

E’ il 19 gennaio quando ha inizio una delle storie più ‘intricate’ che Agrigento ricordi nel suo recente passato, dove si coniugano inscindibilmente politica e giustizia; la data ben si riconosce dalla conversazione che ha luogo tra i tre protagonisti: Fabrizio La Gaipa, Salvatore La Gaipa, Ivan Italia. Tutti e tre infatti commentano esterrefatti quanto accaduto il giorno prima a Rigopiano, lì dove una valanga ha sepolto trenta persone dentro un albergo nel pieno di una bufera di neve.

I tre si incontrano per parlare di lavoro: Fabrizio e Salvatore La Gaipa sono i gestori dell’hotel Costazzurra, Ivan Italia invece è un loro dipendente; il dialogo viene registrato proprio dal dipendente ed è per questo che oggi è possibile ascoltare nitidamente ciò che in quella fredda giornata d’inverno i tre si sono detti.

Questa registrazione però è rimasta per otto mesi dentro un cassetto: Ivan Italia infatti, ha consegnato il file alla Squadra Mobile il 13 settembre, così come possibile leggere tra le pagine dell’ordinanza della Procura. Nella conversazione emergono, secondo gli inquirenti, le prove principali che hanno portato alla custodia cautelare in regime di arresti domiciliari per Fabrizio La Gaipa ed al divieto di dimora ad Agrigento per Salvatore: il dialogo porta a nitidi riferimenti circa l’obbligo, per Ivan Italia, di restituire 780 Euro ai La Gaipa sui 1.600 percepiti in busta paga.

Fin qui la parte giudiziaria del caso; ma in questa storia, subentra prepotentemente anche una corposa parte politica: Fabrizio La Gaipa ed Ivan Italia non sono soltanto legati da motivi lavorativi ma anche dalla comune appartenenza al Movimento Cinque Stelle, di cui lo stesso La Gaipa è candidato per le scorse regionali dove ha sfiorato l’elezione all’ARS. E’ molto probabile che, prima di finire sulla scrivania degli uffici della Squadra Mobile, questo file sia stato ascoltato da qualcun altro e, in special modo, da un altro militante del Movimento; nelle scorse ore infatti, trapelano indiscrezioni circa una mail inviata ai responsabili del blog di Beppe Grillo in cui, con dovizia di dettagli e con tanto di indicazioni relative ai minuti ed ai secondi del file audio, viene descritta la conversazione registrata da Ivan Italia.

In un articolo pubblicato venerdì su MeridioNews, a firma di Simone Olivelli, viene anche riportata una parte del testo della missiva: “Tra i candidabili alle Regionarie risulta il nome di Fabrizio La Gaipa. Anche se lo stesso non ha mai partecipato a nessun evento a cinque stelle in vita sua, lui è in quell’elenco”. Non solo, la mail prosegue con riferimenti, per l’appunto, alle registrazioni: “In allegato, la registrazione ambientale tra La Gaipa e un suo dipendente, tale Ivan Italia, cuoco di professione. Volendo fare un piccolo sunto delle gravissime violazioni penali commesse da La Gaipa, ne riporto breve descrizione”. Non esistono, al momento, prove che indichino inconfutabilmente che la mail esista veramente; pur tuttavia, in un articolo de La Sicilia, è stata pubblicata una foto che sembra provenire dallo screenshot di uno smartphone ed in cui si legge la prima parte di una mail inviata da attivisti grillni allo staff del blog di Grillo e che, come data, ha il 7 agosto 2017. Ma non solo: proprio dal blog di Grillo viene confermato che un controllo sul caso, a seguito di una segnalazione, è stato effettuato tanto da richiedere al diretto interessato un certificato ex art. 335 per attestare la non presenza di indagini a suo carico; dunque, per chiedere un controllo, evidentemente da Agrigento una qualche segnalazione è realmente partita ed in ambienti grillini le ‘voci’ su eventuali denunce od inchieste potrebbero in effetti essere state ben presenti durante la scorsa estate.

La foto che mostra la presunta mail inviata da uno o più attivisti al blog di Grillo

Pur tuttavia, Ivan Italia smentisce di aver fatto ascoltare a qualcuno quelle registrazioni; intervistato proprio da Simone Olivelli, il cuoco evoca il pericolo di una bufala circa la presenza di una mail dei grillini agrigentini in cui si fa preciso riferimento al file audio. Ma nell’intervista Ivan Italia va oltre e smentisce di aver denunciato La Gaipa: “Alla polizia ho confermato ciò che già sapevano, non è vero che sono stato io a denunciarlo. In questi giorni sui giornali ho letto diverse inesattezze – ribadisce nell’intervista – L’inchiesta non parte da me, io sono stato chiamato per la prima volta in estate e poi altre volte nei mesi successivi”. La registrazione, spiega inoltre Ivan Italia, è stata effettuata per autotutelarsi: ricevendo ufficialmente 1.600 al mese ma, di fatto, percependo molto di meno nella realtà, il suo timore era che un giorno l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto chiedere conto di redditi mai incassati.

Ma su una cosa il cuoco ed ex dipendente di La Gaipa concorda nella ricostruzione dei giornali: tra lui ed il suo ex datore di lavoro non vi era molta stima sotto il profilo politico; lo stesso Italia avrebbe fatto presente allo staff di Grillo le perplessità sulla candidatura dell’imprenditore agrigentino ma, sottolinea lui, “sempre adducendo motivazioni politiche, legate al suo carente attivismo”.

Un astio quindi politico, non personale e nemmeno legato alla difficile situazione lavorativa; questo è, almeno stando ai racconti di Ivan Italia, il quadro della situazione: non esisterebbe, secondo lui, alcuna mail con riferimenti alle sue registrazioni, né tanto meno esistono sue denunce contro La Gaipa ma solo una testimonianza (vitale e fondamentale però per indirizzare le indagini) su convocazione della Squadra Mobile.

Gli accertamenti da parte degli inquirenti sono comunque partiti proprio in estate, come dimostra il fatto che il file audio viene consegnato il 13 settembre e proseguono durante i mesi successivi fino ad arrivare, il martedì scorso, all’arresto per estorsione per Fabrizio La Gaipa; la vicenda giudiziaria vivrà in questo sabato un momento molto importante essendo in programma l’interrogatorio di garanzia all’imprenditore agrigentino, ma la storia nella sua interezza appare comunque soltanto all’inizio.

Da quella registrazione del 19 gennaio sono trascorsi dieci mesi e, da allora, è accaduto praticamente di tutto tanto a livello politico quanto giudiziario; in tutto questo, per ovvi motivi, manca ancora la ‘campana’ e la versione dei fratelli La Gaipa: tra mail, vere o false, tra dissidi politici e gravi accuse penali, questa intricata storia dove ambito giudiziario e politico sembrano irrimediabilmente fondersi appare destinata ad essere ancora molto lunga.

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