MAR, 12 DICEMBRE 2017

Tragedia Maccalube: chieste tre condanne per altrettanti imputati

Il PM Carlo Cinque ha richiesto la condanna ad otto anni per Domenico Fontana, attuale assessore ad Agrigento ed ex presidente regionale di Legambiente; chieste condanne anche per Daniele Gucciardo ed il funzionario Francesco Gendusa. (scorri per leggere il resto)
Tragedia Maccalube: chieste tre condanne per altrettanti imputati

Il 27 settembre 2014 la grave tragedia costata la vita a Carmelo e Laura Mulone, rispettivamente appena 9 e 7 anni: in gita con il padre presso la riserva delle Maccalube di Aragona, i due sono stati travolti da un’improvvisa esplosione di un vulcanello di fango caratteristico di un’area che, fino a quel giorno, ha attratto tanti visitatori proprio per questa peculiarità.

Dopo più di tre anni, il processo di primo grado per quanto accaduto in quel sabato maledetto appare oramai agli sgoccioli; nelle scorse ore, presso il Tribunale di Agrigento, il PM Carlo Cinque ha svolto nel formulato dell’ultima requisitoria le richieste di condanna per tre imputati: in particolare, sono stati chiesti 8 anni di carcere a Domenico Fontana, oggi assessore al comune di Agrigento ma all’epoca presidente regionale di Legambiente e quindi dell’ente che gestisce la riserva in base ad un contratto con la Regione, 6 anni ed 8 mesi per il funzionario della Regione Siciliana Francesco Gendusa e, infine, 5 anni per l’operatore della riserva Daniele Gucciardo.

Secondo la pubblica accusa dunque, i tre hanno delle precise responsabilità nella tragedia a partire dalla gestione della riserva, fino al problema relativo alla sicurezza: l’esplosione che ha fatalmente inghiottito i fratellini Mulone, è frutto di quello che viene chiamato ‘ribaltamento’ e, secondo il PM, non sono state prese adeguate misure per prevenire la presenza di visitatori in aree pericolose. “Legambiente – ha dichiarato Carlo Cinque – Sapeva di essere inadeguata a gestire il sito”; ma la pubblica accusa ha puntato il dito anche contro la stessa Regione Siciliana e, in particolare, contro il funzionario Francesco Gendusa reo di non aver controllato e verificato le relazioni annuali della stessa Legambiente. Sarebbero state, secondo il PM, le negligenze dei tre soggetti in questione a portare al verificarsi della tragedia.

La difesa ha cercato di dimostrare, in questi anni, l’estraneità della condotta di Legambiente circa quando accaduto in quel 27 settembre di tre anni fa; gli avvocati difensori, in particolare, avevano chiesto una nuova perizia nei giorni scorsi ma il Giudice Giancarlo Caruso ha dichiarato chiusa l’istruttoria, fissando per questo martedì per l’appunto la possibilità per il PM di formulare le accuse e le richieste di condanna. La sentenza di primo grado potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

Redazione

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