MAR, 12 DICEMBRE 2017

Tentato omicidio Nicotra: indagini ad una svolta, sono sei gli indagati

Il fatto è avvenuto lo scorso 23 maggio: le indagini ad una svolta grazie alle tracce biologiche rintracciate nel luogo dell'agguato (scorri per leggere il resto)
Tentato omicidio Nicotra: indagini ad una svolta, sono sei gli indagati

I colpi d’arma da fuoco, sparati da un kalashnikov, hanno svegliato l’intero quartiere compreso tra il Seminario e piazza Don Giustino: era da anni che, ad un passo dal centro storico del paese, i rumori di imponenti sparatorie non riecheggiavano tra palazzi e vicoli di Favara ma, in quel 23 maggio, subito si è capito che qualcosa di importante era accaduto.

Ed in effetti, lo scenario che i Carabinieri e gli inquirenti hanno trovato davanti i loro occhi in via Torino è stato quello di un’autentica battaglia: bossoli per terra, tracce di sangue ed altri segni inequivocabili di una violenta sparatoria appena avvenuta. Poi, poco dopo, dall’ospedale San Giovanni di Dio è arrivata la notizia di un ferito a colpi d’arma da fuoco giunto al Pronto Soccorso; si trattava di Carmelo Nicotra, noto alle forze dell’ordine perchè in passato è stato ritenuto vicino al gruppo criminale guidato dai Di Stefano.

Era proprio lui il destinatario della sparatoria ma, soltanto per puro caso, Nicotra è riuscito a scappare e non essere colpito mortalmente: le indagini sono andate avanti in questi mesi ed adesso, come si legge su Grandangolo.it, è arrivata la tanto attesa svolta. Ci sarebbero, in particolare, cinque indagati per tentato omicidio: si tratta di Calogero Bellavia, 27 anni, Antonio Bellavia, 44 anni, Calogero Ferraro, 39 anni, Emanuele Ferraro 41 anni, Carmelo Vardaro, 39 anni. Inoltre, lo stesso Carmelo Nicotra è stato iscritto nel registro degli indagati ma con l’accusa di ricettazione: durante le indagini infatti, all’interno del suo magazzino è stata trovata un’auto risultata rubata a Catania nel 2016.

A Calogero ed Antonio Bellavia la notizia dell’indagine è arrivata direttamente in carcere: i due infatti, sono stati sorpresi a giugno in possesso di due pistole, una delle quali risultata rubata proprio allo stesso Nicotra. Ai nomi sopra indicati, si è arrivati grazie agli esami effettuati sulle tracce biologiche rilevate in via Torino la sera dell’agguato: mozziconi di sigaretta, ma anche sangue ed impronte digitali che hanno permesso una prima identificazione.

Il tentato omicidio di Carmelo Nicotra, potrebbe essere compreso nella lunga scia di sangue sull’asse Liegi – Favara che, da più di un anno, sconvolge il nostro territorio e quello della città belga; Nicotra infatti, prima dell’agguato di via Torino, era in Belgio e lavorava lì come panettiere.

Redazione

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