MAR, 12 DICEMBRE 2017

Stop al progetto delle pale eoliche off shore tra Licata e Gela

Il TAR di Palermo ha definitivamente bloccato il progetto che prevedeva la costruzione di un impianto eolico a pochi passi, tra le altre cose, del Castello di Falconara (scorri per leggere il resto)
Stop al progetto delle pale eoliche off shore tra Licata e Gela

Niente parco eolico off shore tra Gela e Licata: la notizia è arrivata nei giorni scorsi direttamente dal TAR di Palermo, il quale ha dato ragione alla tesi sostenuta da diverse associazioni secondo cui una simile struttura avrebbe, di fatto, rischiato di deturpare per sempre uno dei paesaggi più suggestivi della Sicilia, quale quello del castello di Falconara e delle spiagge comprese tra il territorio licatese e quello gelese.

La questione è sorta già diversi anni fa quando, come si legge in una nota del comitato ‘No Peos Gela‘ (sorto proprio per opporsi alla costruzione dell’impianto), la società Mediterranean Wind Offshore di La Spezia ha manifestato l’intenzione di far sorgere il parco eolico in questione; i ricorsi contro le pale da impiantare a mare sono stati due ed hanno riguardato la battaglia legale intrapresa dal proprietario del castello di Falconara, il Barone Roberto Chiaramonte Bordonaro, e dalle associazioni Legambiente, Archeoclub e Triskelion le quali hanno incaricato gli avvocati Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà Dalle Rose.

L’iter giudiziario è stato molto lungo: contro il progetto, osteggiato anche da Italia Nostra, si è in un primo momento dichiarato non competente il TAR di Palermo in quanto, secondo i giudici amministrativi, l’opera era da ritenere di importanza strategica; il caso è quindi approdato al TAR del Lazio, il quale a sua volta ha girato il fascicolo per competenza al Consiglio di Stato. E’ proprio in questa sede che la giustizia ha dato per la prima volta ragione alle tesi sostenute dalle associazioni e dagli attori difesi dagli avvocati Puntarello e Modica.

L’ultima parola è stata del TAR di Palermo, il quale ha definitivamente accolto le ragioni di chi ha osteggiato la costruzione del parco eolico a pochi passi dal Castello di Falconara: “Il TAR ha accolto le tesi dei due legali – si legge nella nota del comitato No Peos – che hanno dimostrato come il provvedimento di autorizzazione unica fosse affetto da eccesso di potere, risultando manifestamente irragionevole nonché afflitto da un grave difetto di istruttoria.”

“Gli Avvocati Puntarello e Modica – si legge ancora nel comunicato stampa – hanno dimostrato come lo studio di incidenza ambientale posto a fondamento dell’autorizzazione concessa dal Ministero dei Trasporti non avesse minimamente considerato come l’impianto eolico off-shore dovesse sorgere proprio di fronte il Castello di Falconara, che costituisce un bene monumentale dal preservare e valorizzare. Allo stesso modo il Tar Palermo, ha accolto le tesi dei due legali che hanno dimostrato come l’impianto, piazzandosi nel ben mezzo di un corridoio migratorio percorso da alcune specie volatili in via di estinzione, avrebbe rischiato di farne provocare l’estinzione.”

I giudici amministrativi di Palermo, hanno inoltre deciso la condanna al pagamento delle spese di giudizio per il Ministero dei Trasporti e per la società Mediterranean Wind Offshore di La Spezia; è quindi terminata definitivamente una storia che, da alcuni anni, teneva con il fiato sospeso le comunità di Gela e Licata ma non solo: il progetto di costruzione di un parco eolico off shore ha trovato diversi oppositori anche al di fuori della Sicilia, per via della preoccupazione delle sorti di un paesaggio ritenuto tra i più belli dell’isola, quale quello che è possibile ammirare dall’antico castello di Falconara.

 

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