MAR, 12 DICEMBRE 2017

Respinto il ricorso delle sorelle Picone: il caso delle presunte estorsioni a danno di disabili torna ai PM

La Cassazione conferma la decisione dello scorso 9 giugno presa dal GUP Stefano Zammuto: le carte del processo per le presunte estorsioni a danno dei disabili torneranno sulla scrivania dei PM (scorri per leggere il resto)
Respinto il ricorso delle sorelle Picone: il caso delle presunte estorsioni a danno di disabili torna ai PM

E’ stato respinto il ricorso dell’avvocato Francesca Picone, 44 anni, e della sorella Concetta Picone, 42 anni; coinvolte in un’inchiesta per presunte estorsioni, lo scorso 9 giugno il GUP del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto aveva inviato gli atti processuali al PM in quanto, secondo lo stesso giudice, il fatto si presentava diverso rispetto da come descritto nei capi di imputazione.

Contro questa decisione per l’appunto, l’avvocato Picone e la sorella hanno presentato istanze presso la Corte di Cassazione; difese dagli avvocati Russello e Farruggia, le due protagoniste della vicenda hanno chiesto l’annullamento dell’atto del GUP di Agrigento.

Pur tuttavia dal ‘Palazzaccio’ di Roma, sede della Cassazione, è arrivato un parere diverso: secondo la Suprema Corte l’atto del GUP è regolare e le istanze presentate dai difensori sono state ritenute inammissibili; dunque, adesso il fascicolo torna sulla scrivania dei PM i quali sono chiamati a formulare un nuovo capo d’accusa.

Redazione

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