LUN, 23 LUGLIO 2018

Polo Universitario di Agrigento, Sciacca e Ribera dicono addio al consorzio

I comuni di Sciacca e Ribera deliberano l'abbandono dalla compagine del Consorzio Universitario di Agrigento. Duri i commenti in città, a partire dalla CGIL di Agrigento e dal consigliere comunale, Pietro Vitellaro. (scorri per leggere il resto)
Polo Universitario di Agrigento, Sciacca e Ribera dicono addio al consorzio

“Il Consorzio universitario di Agrigento va rilanciato, non abbandonato”: così la CGIL di Agrigento interviene oggi a seguito della decisione – appresa nelle scorse ore- dei Comuni di Sciacca e Ribera di abbandonare la compagine del Consorzio Universitario di Agrigento. Un gesto che avrà certamente conseguenze economiche ma per il quale spiccano ancor di più quelle simboliche, vista l’attuale situazione di incertezza in cui da tempo versa il Polo Universitario di Agrigento. Una situazione che invece – ne sono convinti molti tra coloro che continuano a credere in suo possibile rilancio- meriterebbe prese di posizione dal segnale opposto, in primis da parte dei comuni del territorio agrigentino per il quale l’Università di Agrigento rappresenta da anni un importante centro di riferimento culturale per giovani e meno giovani.

“E’ palese che ciò avvenga per venali ragioni economiche”, scrivono i rappresentanti della CGIL di Agrigento, Massimo Raso e Matteo Lo Raso, “A volte le ragioni economiche sono anch’esse risibili come nel caso di Ribera il cui impegno economico si limita a 5.000 euro l’anno, 416 euro al mese!!! Noi riteniamo ciò profondamente sbagliato! Il Sindaco di Ribera fa, persino, parte del “comitato scientifico” del CUPA per l’organizzazione del Bicentenario della nascita di Crispi, iniziativa che ha già ottenuto l’Alto Patrocinio del Senato della Repubblica e che si celebrerà a Ribera nel Marzo del 2018″.

La possibilità di rilanciare le attività del Polo Universitario di Agrigento – anche a seguito della triste chiusura da parte di Unipa dei principali corsi di laurea come Giurisprudenza e Architettura- è un tema di certo non nuovo. In vista della volontà di “modellare” in qualche modo l’università agrigentina alle esigenze e alle specialità del territorio, da anni si discuteva con i rappresentanti di alcuni comuni come quello di Sciacca sulla possibilità di pensare a corsi di laurea inerenti il turismo o addirittura branche della medicina legate, per esempio, al termalismo. Nonostante ciò, la decisione dei comuni di Sciacca e Ribera di interrompere la loro partecipazione economica al consorzio universitario era forse ormai prevedibile ma non per questo meno preoccupante. Secondo il sindacato agrigentino a preoccupare è infatti “l’effetto emulativo che questo potrebbe produrre ed il danno che il venir meno di tutte queste risorse ha su un Consorzio già debilitato da scellerate scelte del Governo Crocetta”.

Non poco dispiacere traspare altresì dalle parole del capogruppo consiliare di “Agrigento Cambia” Pietro Vitellaro il quale, in una nota pubblica e sul suo profilo Facebook, critica fortemente la decisione che fa venir meno il sostegno al consorzio agrigento dei comuni di Sciacca e Ribera: “Non si abbandona la nave nel momento in cui dovremmo essere più uniti e coesi per il nostro territorio. Il contributo economico ed umano di Sciacca e di Ribera è stato molto importante per l’Università nella Provincia di Agrigento. Un buon amministratore”, conclude Vitellaro, “anche alla luce della generale crisi finanziaria degli enti locali, ha il sacrosanto dovere  di non togliere fondi alla cultura ed alla formazione dei propri giovani, anzi deve investire in essa. Ecco perché, nonostante le evidenti difficoltà, il Comune di Agrigento continuerà a dare sostegno al Consorzio Universitario di Agrigento. Pur essendo consapevoli che sia difficile la situazione che si sta vivendo, su questo tema non si cede di un millimetro”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.