GIO, 19 SETTEMBRE 2019

Domanda di partecipazione ai concorsi pubblici è valida anche con PEC, arriva sentenza del TAR

A stabilire tale principio è intervenuto il T.A.R. Palermo Sez. I, relatore Roberto Valenti, Presidente Calogero Ferlisi, con sentenza 167/2018, pubblicata lo scorso 18 gennaio 2018. (scorri per leggere il resto)
Domanda di partecipazione ai concorsi pubblici è valida anche con PEC, arriva sentenza del TAR

Nei concorsi pubblici, è valida la presentazione delle domanda di partecipazione mediante pec e ciò anche se l’istanza non reca la firma digitale.

Il T.A.R. Palermo, in particolare ha accolto le tesi dell’Avv. Giovanni Puntarello, difensore del Dott. Giovanni Piazza, che era stato escluso da una selezione pubblica volta all’assunzione a tempo determinato, di alcuni dirigenti medici che dovrebbero prestare servizio presso l’A.S.P. di Palermo.

Il bando del concorso, prevedeva che le istanza da trasmettersi via pec fossero munite di firma digitale o, in alternativa, dovessero recare la firma autografa scansionata.

Tuttavia, il dott. Giovanni Piazza, aveva trasmesso la propria istanza senza firma digitale e senza scansione della propria firma autografa, venendo escluso dall’A.S.P. n. 6 di Palermo, nella procedura in questione, e ciò confidando nella circostanza che già la pec intestata allo stesso rendesse desumibile la paternità dell’istanza.

L’Avv. Puntarello, dopo aver illustrato come i messaggi di posta elettronica certificata, recano già l’identità digitale del soggetto che li inoltra, ha evidenziato come il Codice dell’Amministrazione Digitale, preveda l’equiparazione delle istanze così trasmesse anche a quelle munite di firma digitale.

Peraltro, sempre secondo quanto evidenziato dal legale del ricorrente, sulla partecipazione ai concorsi pubblici mediante pec, era già intervenuta la Circolare del Ministero della Funzione Pubblica n. n. 2/2010, a firma dell’allora ministro Renato Brunetta.

Già tale circolare recava un monito nei confronti delle pubbliche amministrazioni, invitandole ad adeguare le proprie procedure concorsuali alle disposizioni del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale).

In sede giudiziaria, si trattava della prima occasione in cui un Tribunale Amministrativo abbia avuto la possibilità di pronunciarsi su simili aspetti.

Infatti, il T.A.R. Palermo, nonostante abbia dichiarato illegittimo sia il bando di concorso, sia l’esclusione del dirigente medico sopra menzionato dalla procedura di selezione pubblica, ha ritenuto di compensare le spese di giudizio in considerazione della novità della questione.

 

Redazione

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