VEN, 16 NOVEMBRE 2018

Università ad Agrigento, al via il nuovo corso in “Mediazione Linguistica e Culturale”

E' stato presentato questa mattina presso la sede del Consorzio Universitario di Agrigento il nuovo Corso di Laurea in “Mediazione Linguistica e Culturale”, alla presenza del Vicedirettore del Cua Giovanni Di Maida e del Prof. Marcello Saijia, direttore della Scuola di Alta Formazione “AGORA MUNDI”. (scorri per leggere il resto)
Università ad Agrigento, al via il nuovo corso in “Mediazione Linguistica e Culturale”

L’Università di Agrigento è finalmente pronta a dare il via al nuovo Corso di Laurea in “Mediazione Linguistica e Culturale” presso la sede del Consorzio Universitario di Agrigento di Via Quartararo, in contrada Calcarelle. Un sospiro di sollievo, o quasi, per una Università già da tempo data per “morta”, a seguito del lento incrinarsi dei rapporti con l’Università degli Studi di Palermo che aveva già «tagliato» i due più importanti canali, quali Giurisprudenza e Architettura, e che adesso si appresta a trasferire nel capoluogo siciliano anche il Corso di Laurea magistrale in Archeologia, quello cioè che più fra tutti avrebbe avuto senso mantenere in una città candidata a “Capitale Italiana della Cultura 2020” proprio in ragione di un patrimonio archeologico talmente importante da continuare ancor oggi a restituire alla luce i suoi più antichi tesori.

Già avviato nel corso della precedente gestione Armao, il nuovo Corso di Laurea triennale L-12 in “Mediazione Linguistica e Culturale” -presentato ufficialmente questa mattina in conferenza stampa- trova soltanto oggi la sua concreta realizzazione in quella che è stata definita dall’attuale Presidente del Cua Pietro Busetta “una operazione di rilancio e di ripresa del nostro Consorzio”.

A portare il nuovo corso triennale al Consorzio Universitario agrigentino è il Prof. Marcello Saija, direttore della Scuola di Alta Formazione “AGORA MUNDI”, il quale si è detto fortemente convinto che l’inserimento di tale corso nel contesto agrigentino possa contribuire a formare figure professionali idonee a meglio «gestire i fenomeni migratori che caratterizzeranno in misura crescente, il nostro territorio nei prossimi vent’anni». Secondo il professore Saija, l’organizzazione che attualmente presiede alle politiche di accoglienza è coadiuvata da associazioni composte da personale non sempre dotato di preparazione specifica nel campo della gestione dei migranti, nonché dei minori non accompagnati. Non esiste infatti, nelle più importanti università siciliane, un corso di mediazione linguistica come quello in oggetto. Il corso triennale, le cui lezioni avranno inizio a livello pre-curriculare già dal prossimo 5 marzo a fronte dei primi 41 iscritti, si propone infatti di impartire agli studenti lezioni di arabo, inglese e francese, nonché formarli nei più ampi ambiti della psicologia, sociologia e dottrina politica dei diritti umani, con docenti specializzati nei diversi settori. Non solo, nel più vasto programma triennale del corso di laurea, è anche prevista la realizzazione di un preciso studio sull’emigrazione siciliana: attraverso un accesso a precisi database, gli studenti potranno effettuare una ricostruzione più precisa di tutti gli agrigentini che dal 1892 al 1924 sono emigrati per approdare in altri paesi del mondo. Le iscrizioni al Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale saranno aperte fino al 21 settembre 2018.

Un piccolo grande passo avanti che testimonia certamente la volontà del Presidente del Cua Pietro Busetta, del suo Vicepresidente Giovanni Di Maida e del personale responsabile del Consorzio Universitario di Agrigento di mantenere in vita l’Università di Agrigento, da sempre considerata un importante centro di riferimento culturale per il territorio di tutta la provincia agrigentina. Nonostante ciò, non si può fare a meno di sottolineare quanto lunga e difficile sia ancora la strada di “ripresa” di un Polo che, solo qualche anno fa, contava ben 5000 studenti a fronte degli attuali 100 nuovi iscritti nel totale tra i corsi di Servizi Sociali e Archeologia. A ciò si aggiunge la scelta dell’ateneo palermitano di voler trasferire il corso di Servizi Sociali dall’attuale sede del Consorzio Universitario di contrada Calcarelle a quella di Villa Genuardi, nonché di trasferire in altra sede (probabilmente a Palermo) il Corso di Laurea magistrale in Archeologia. Il tutto, lo ripetiamo ancora una volta, mentre Agrigento è in lizza tra le dieci città che si contenderanno il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2020” e nel totale silenzio della stessa classe politica che in questa campagna elettorale continua – lasciateci dire inutilmente- a parlare di giovani e politiche di occupazione.

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