DOM, 23 SETTEMBRE 2018

Bruciano le schede elettorali, plateale protesta degli abitanti delle case popolari di Ribera

Da sei anni almeno il progetto di demolizione e ricostruzione degli alloggi, finanziato dalla regione, è fermo per problemi burocratici: nelle scorse ore, la plateale protesta. (scorri per leggere il resto)
Bruciano le schede elettorali, plateale protesta degli abitanti delle case popolari di Ribera

Immagine di archivio 

Avevano promesso una plateale protesta e così è stato: i residenti delle case popolari di Ribera, a poche ore dalle elezioni, hanno bruciato le schede elettorali come segno di insofferenza per una situazione che perdura oramai da anni.

Gli immobili sono stati fatti evacuare diversi anni fa, in quanto hanno presentato problemi di stabilità e di sicurezza; da allora però, nonostante un progetto approvato e finanziato per la demolizione e ricostruzione degli stabili, non una sola ruspa si è vista nella zona.

Da circa sei anni, i residenti vivono in altri appartamenti con il comune che supporta le famiglie per il pagamento dell’affitto; ma i disagi ed i costi per i diretti interessati e per la collettività, appaiono elevati e non più sopportabili, tanto da arrivare a bruciare le schede elettorali come segno di massimo sdegno per la situazione che si protrae da tanto tempo.

Beffa nella beffa, nonostante le recinzioni e lo stacco degli allacciamenti alle forniture idriche e fognarie, alcuni appartamenti sono stati occupati da persone senza fissa dimora che lavorano nelle campagne di Ribera; dal canto suo, il sindaco Carmelo Pace ha dichiarato piena solidarietà ai cittadini in quanto, secondo il primo cittadino, ‘manifestano per un disagio che va avanti da troppi anni’. Carmelo Pace, in una nota, ha però aggiunto che il progetto da dieci milioni di Euro finanziato dalla regione siciliana dovrebbe essere cantierabile nel giro di pochi giorni, ma i residenti sembrano non fidarsi se non fino a quando vedranno in azione gli operai.

Quella delle case popolari di Ribera è una triste storia che si trascina da anni: alloggi fatiscenti, problemi strutturali riscontrati, lavori evidentemente effettuati senza molto criterio, per poi giungere all’evacuazione delle famiglie residenti e ad anni di stop burocratici ai lavori di demolizione e ricostruzione.

Redazione

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