SAB, 18 AGOSTO 2018

Successo per Flavio Insinna al Teatro Pirandello con “La macchina della felicità”

Si è conclusa la due giorni di spettacoli al Pirandello, che ha visto come protagonista l'attore romano Flavio Insinna: ai nostri microfoni, l'ex conduttore di 'Affari Tuoi' ha risposto ad alcune domande circa la sua presenza ad Agrigento ed il significato del suo spettacolo. (scorri per leggere il resto)
Successo per Flavio Insinna al Teatro Pirandello con “La macchina della felicità”

Il settimo appuntamento della stagione teatrale 2017/18 del Teatro Pirandello di Agrigento è lo show di Flavio Insinna e la Sua Piccola Orchestra dove si incontrano leggerezza, musica, risate e riflessioni sulla felicità.

Nato dal libro dello showman e attore Flavio Insinna, “La Macchina della Felicità” è diventato anche uno spettacolo teatrale che si caratterizza per la sua dinamicità e leggerezza. Uno spettacolo musicale diretto da Angelo Nigro che troviamo anche al pianoforte con Vincenzo Presta e il suo sax, Filippo D’Allio alla chitarra, Giuseppe Venezia al contrabbasso, Saverio Petruzzellis alla batteria e Martina Cori alla voce tra le note del piacere e del sorriso. E poi c’è il meraviglioso pubblico che è stato parte integrante dello show grazie ad Insinna che lo ha brillantemente coinvolto.

“‘La Macchina della Felicità’ – afferma Flavio Insinna – non è uno spettacolo. Non è una presentazione, una lettura, un incontro, un reading, non è una…non è un…Ma allora che cosa è? È…trovato! È la ricreazione. Come a scuola. Suona la campanella e si comincia. Salperete con il sottoscritto e la sua piccola orchestra verso ‘L’isola che c’è’, perché la felicità, nonostante tutto, può esistere, esiste, e la si può raggiungere. Il patto fra me, i musicisti e i passeggeri è chiaro: far saltare tutti gli schemi, abbandonarsi al piacere del viaggio e scatenarsi, come da bambini durante la nostra ricreazione. E ora che ci penso, il suono della campanella che interrompeva lo scorrere delle lezioni, è stata una delle prime dimostrazioni concrete che la felicità può esistere. Le pagine del mio piccolo romanzo, le canzoni della mia piccola orchestra, le domande del pubblico, gli improvvisi cambi di rotta dettati dalle suggestioni esterne, la lettura dei messaggi di chi vuole spiegarci il proprio concetto di felicità, una poesia inattesa che salta fuori dal mio cilindro”.

Noi di InfoAgrigento.it, abbiamo avuto la possibilità e l’onore di poter intervistare Flavio Insinna, che ci ha gratificati con la sua attenzione e le sue risposte.

 

  • Per lei, di origine siciliana, quali sono le emozioni di recitare in uno dei palcoscenici più importanti dell’isola?

Mio padre era siciliano, lo ricordo sempre questo ogniqualvolta ne ho l’occasione; vengo in una città meravigliosa, che già nelle scorse ore mi ha accolto molto bene ed ha dimostrato tutto il suo calore e questo non può che farmi piacere. Poi tra l’altro recito in un palco di un teatro dedicato a quello che considero il ‘nostro’ Pirandello, dunque per me l’emozione non può che essere importante e grande; era da anni che non venivo qui, ritrovare il pubblico di Agrigento e della Sicilia mi dà una grande spinta, condividere con voi questo spettacolo è un’esperienza che ho da subito accettato ben volentieri.

 

  • Lei è noto al grande pubblico per il suo lavoro in televisione: qual è la differenza tra essere in tv ed essere in teatro?

Fondamentalmente è la stessa cosa, nel senso che ho sempre un pubblico davanti: c’è una telecamera quando sono in televisione, che mi fa entrare nelle case degli italiani, c’è molta gente davanti a me quando salgo sul palcoscenico. Forse la vera differenza sta nel contatto con il pubblico, che con il teatro è diretto e differente e forse più stimolante, ma in generale è sempre bello e positivo poter fare spettacolo a prescindere dal mezzo o dallo scenario. Bisogna in entrambi casi comunque mettere molta passione, oltre che impegno, questo è un lavoro che si fa per regalare alle persone una determinata emozione.

 

  • A proposito di passione: lo spettacolo che propone al Pirandello si chiama ‘La Macchina della Felicità’, un inno ad essere felici ed a ritrovare una certa leggerezza. Quali sono i messaggi che vuole lanciare al pubblico e come poter essere oggi felici?

 

Oggi non è un periodo certamente facile, però non per questo non bisogna provare ad essere felici: lo spettacolo che sto proponendo in questi mesi ha come obiettivo quello di far andare via il pubblico molto più felice, con un gran senso di leggerezza. Il motto principale è che la felicità va vissuta come una ricreazione: occorre inseguire i propri sogni, cercare sempre ciò che possa rendere la vita più leggera, altrimenti non è vita. La differenza tra vivere e sopravvivere è spesso molto sottile, dobbiamo tornare nuovamente ad imparare a vivere: in queste ore che passo con il pubblico, spero di poter lasciare un segno in tal senso.

 

 

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