SAB, 21 LUGLIO 2018

Quel vento di scirocco che ha portato il ‘nuovo’ bipolarismo dalla Sicilia al resto d’Italia

La Sicilia ha anticipato i tempi: è di fatto nato con le regionali di novembre il nuovo bipolarismo che vede la contrapposizione tra centro - destra e Movimento Cinque Stelle. (scorri per leggere il resto)
Quel vento di scirocco che ha portato il ‘nuovo’ bipolarismo dalla Sicilia al resto d’Italia

Ancora una volta la nostra isola si dimostra come un vero e proprio “laboratorio politico”: sono ancora ben nitide in mente le immagini della cartina elettorale dopo le regionali del 5 novembre scorso, quando la Sicilia risultava di fatto spaccata a metà tra centro – destra e Movimento Cinque Stelle.

E’ nato di fatto in quell’occasione il nuovo bipolarismo che forse sta già segnando la fine della cosiddetta ‘seconda Repubblica’, dove il dualismo appare tra le forze trainate dai partiti di centro e di destra e quelle invece che hanno nei grillini il proprio riferimento; la sfida Musumeci – Cancelleri, che ha lasciato al palo il candidato del PD ed il partito che fino a pochi mesi fa governava anche a Palermo, è servita come vero e proprio antipasto di quello che poi è accaduto nelle scorse ore nel resto d’Italia.

Il paese, proprio come la Sicilia a novembre, è spaccato a metà: al nord si è votato centro – destra, al sud invece il Movimento Cinque Stelle, il centro sinistra conserva qualche piccola roccaforte ma è sostanzialmente sparito nella lotta al vertice dei collegi uninominali; qui sull’isola, a novembre, la spaccatura era tra la parte orientale che è stata nettamente a favore di Musumeci e del centro – destra e, dall’altro lato, quella occidentale la quale invece ha votato per i grillini. Lo si vociferava già dopo i primi exit pool delle regionali, lo si può confermare in queste ore: in Sicilia a novembre è nato un nuovo bipolarismo, il quale adesso allunga la sua mano nel resto del paese.

Ci sono però dei distinguo rispetto alla situazione siciliana: gli elettori della nostra isola, per motivi forse tutto sommato scontati, all’interno del centro – destra hanno premiato più Forza Italia che Lega e Fratelli d’Italia e questo, alla luce dei risultati che stanno emergendo a livello nazionale, è un fatto non indifferente; inoltre, a differenza che a Palermo dove un governo si è potuto insediare con una pur minima maggioranza, questo bipolarismo al momento non sembra portare alla governabilità. Tutt’altro, adesso appare molto difficile ipotizzare il colore del prossimo esecutivo: nessuno ha i numeri per governare, con il centro – destra che adesso dovrà misurarsi con l’assoluta novità di essere a trazione leghista, circostanza questa che rischia di far sfaldare sul nascere la coalizione.

Per quanto riguarda invece il contesto siciliano, non si possono non rimarcare alcune considerazioni di natura politica dopo i primi mesi di governo Musumeci; se da un lato le politiche sono consultazioni differenti rispetto alla regionali, dall’altro però è ben evidente un notevole incremento dei voti dei grillini rispetto a novembre a dispetto del centro – destra. Ad Agrigento il Movimento Cinque Stelle ha superato il 50% dei consensi, una cifra che nemmeno la ‘balena bianca’ democristiana negli anni 50 è riuscita a raggiungere alle nostre latitudini e, scorrendo la storia recente, fa impressione notare il 19 – 0 tra Camera e Senato a favore dei grillini all’uninominale, proprio sull’isola rimasta famosa nel 2001 per il 61 – 0 a favore di Berlusconi e della Casa delle Libertà nell’ultima consultazione con il Mattarellum.

Un vento di scirocco si è quindi abbattuto sulla penisola, un vento che dalla Sicilia ha portato sul resto del paese il nuovo bipolarismo che caratterizzerà la prossima legislatura: quanto sia un vento di cambiamento al momento non è dato sapere, di certo è un soffio che dimostra le velleità di un paese confuso e che sta cercando di guardare, forse in maniera disorganizzata, verso altri orizzonti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.