MER, 20 GIUGNO 2018

La mafia imponeva i propri cibi nei ristoranti, blitz di Finanza e Carabinieri

Sei gli arresti, indagini a tutto tondo che hanno permesso di svelare nuovi business illeciti di cosa nostra nel palermitano. (scorri per leggere il resto)
La mafia imponeva i propri cibi nei ristoranti, blitz di Finanza e Carabinieri

Un blitz congiunto effettuato dai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo e del Comando Compagnia Carabinieri di Bagheria, ha arrestato sette persone accusate, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata, delitti contro la pubblica amministrazione e reiterate condotte di frode fiscale.

Il perno delle indagini ruota attorno Pietro Formoso, già detenuto a seguito di altre operazioni contro cosa nostra effettuate in passato.

Estorsioni, minacce e pressioni per imporre sulle tavole di alcuni ristoranti la propria carne ed i propri cibi; questa volta gli interessi di cosa nostra hanno ruotato nel settore della ristorazione, non risparmiando dunque le attività commerciali di questo ramo d’attività.

I provvedimenti sono scattati per Lorenzo D’Arpa 58 anni, Paolo Dragna, 64 anni, Pietro Formoso, 69 anni, Francesco La Bua, 68 anni, Pietro Morgano, 70 anni e Vincenzo Meli, 66 anni.

Nei confronti di Francesco Paolo Migliaccio, il gip del Trinbunale di Palermo ha invece imposto il divieto di dimora nel territorio del Comune di Palermo e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Redazione

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