GIO, 24 MAGGIO 2018

Mafia, blitz “Montagna”: presunte ordinanze copia-incolla anche dal Riesame

Operazione "Montagna". Anche il Tribunale del Riesame, nel contestare i criteri di redazione delle ordinanze del Gip, avrebbe utilizzato la stessa tecnica del copia-incolla: il risultato è ancora una volta motivo di ricorso in Cassazione. (scorri per leggere il resto)
Mafia, blitz “Montagna”: presunte ordinanze copia-incolla anche dal Riesame

Anche il Tribunale del Riesame, nel contestare i criteri di redazione delle ordinanze del Gip, avrebbe utilizzato la stessa tecnica del copia-incolla: il risultato è ancora una volta motivo di ricorso in Cassazione. Le polemiche attorno ai risvolti dell’inchiesta antimafia “Montagna” erano sorte già lo scorso febbraio quando il Tribunale del Riesame aveva messo in libertà almeno 28 dei 63 arrestati nel corso dell’operazione condotta dalla Dda di Palermo contro presunti boss, affiliati e gregari di Cosa nostra agrigentina accusati a vario titolo di truffa, estorsione, pizzo, voti di scambio, ma anche spaccio di droga, di associazione e concorso esterno all’organizzazione mafiosa. Nel giro di poco tempo però i giudici del riesame avevano permesso il ritorno nelle proprie case di numerosi arrestati annullando svariate ordinanze di custodia cautelare redatte – stando alle motivazioni del riesame – senza «autonoma valutazione» dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze di cautelare da parte del Gip che avrebbe utilizzato la tecnica del copia-incolla delle richieste dei pm.

Ma non è finita qui. Perché, come riporta anche l’edizione di oggi del Giornale di Sicilia, anche le ordinanze del Riesame sarebbero carenti di motivazione perché redatte con la stessa tecnica del copia-incolla alla quale la L. 47/2015 aveva cercato di porre rimedio. In attesa della decisione della Cassazione sugli altrettanti ricorsi presentati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, la polemica è alimentata dalla rilevazione – da parte dei pm- di alcune ordinanze di annullamento degli arresti che presenterebbero evidenti errori anche nell’indicazione dei nomi degli indagati, talvolta scambiati con altri indagati per fattispecie di reato diverse. Paradossalmente, dunque, il riesame che contestava al gip il presunto copia-incolla della richiesta di misura cautelare dei pm, avrebbe utilizzato la stessa tecnica nel “motivare” l’annullamento degli stessi arresti.

E intanto, a fronte della notizia delle scarcerazioni di presunti boss tornati a diretto contatto con i loro accusatori, l’opinione pubblica continua a indignarsi cadendo preda a un sempre più diffuso sentimento di malcontento nei confronti dell’amministrazione della giustizia.

 

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