VEN, 16 NOVEMBRE 2018

Venticinque anni fa l’anatema di Giovanni Paolo II contro la mafia

L'invito ai mafiosi a convertirsi, pronunciato a braccio e al di fuori dal discorso ufficiale, è rimasto nella storia: sono passati 25 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento. (scorri per leggere il resto)
Venticinque anni fa l’anatema di Giovanni Paolo II contro la mafia

Sono già passati 25 anni da quel pomeriggio di domenica 9 maggio del 1993: Agrigento per due giorni si è fermata, per la prima volta ha ospitato la visita di un Pontefice ma, quando tutto sembrava concluso ed il viaggio pastorale orientato verso il suo termine, ecco che è arrivato quell’episodio che ha consegnato quella giornata alla grande storia.

Con i templi sullo sfondo, dal palco allestito presso piana San Gregorio il Pontefice Giovanni Paolo II, in un discorso citato a braccio e non scritto in precedenza, ha urlato contro la mafia pronunciando quell’anatema ripreso poi da tutti i media nazionali ed internazionali e che, ancora oggi, spesso viene fatto risuonare quando si parla del contrasto a cosa nostra.

In quella visita pastorale, il Papa ha incontrato i genitori di Livatino ed ha girato in lungo e largo la città: incontri in piazza Don Minzoni, allo stadio Esseneto, lungo le vie cittadine a bordo della papamobile, alla fine Giovanni Paolo II ha voluto chiudere quei due giorni passati all’ombra dei templi con quel discorso che ha marchiato per sempre il 9 maggio 1993.

Del resto, non era passato nemmeno un anno dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, la Sicilia era ancora insanguinata dai tanti omicidi delle guerre interne alla mafia e dagli attentati contro uomini dello Stato; quel discorso dunque, specialmente in quel periodo, ha assunto una valenza forte ed importante.

 

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