GIO, 24 MAGGIO 2018

E’ stato il giorno del debutto in aula del pentito Giuseppe Quaranta

Il nuovo pentito ha svelato nomi e retroscena in aula nell'ambito del processo Icaro. (scorri per leggere il resto)
E’ stato il giorno del debutto in aula del pentito Giuseppe Quaranta

Dopo il rinvio dei giorni scorsi, questa volta il pentito favarese Giuseppe Quaranta ha potuto portare la propria testimonianza all’interno delle aule del tribunale.

E’ accaduto in questo lunedì mattina, nell’ambito del processo Icaro: il nuovo collaboratore di giustizia di cosa nostra agrigentina, ha svelato importanti retroscena sull’organigramma mafioso della nostra provincia e sugli assetti degli anni appena trascorsi inerenti la criminalità organizzata.

Arrestato a gennaio durante il blitz Montagna, Quaranta ha rivelato in primo luogo l’evoluzione della sua “carriera” all’interno di cosa nostra: il suo primo incarico fu quello di curare la latitanza di Maurizio Di Gati, il racalmutese catturato nel 2006 che tra gli anni 90 e 2000 era tra i principali boss a comando della mafia agrigentina. Successivamente, è diventato organico a cosa nostra seguendo il rito della “punciuta” in una cerimonia voluta da Francesco Fragapane, boss di Santa Elisabetta.

E’ stato proprio quest’ultimo ad indicare Quaranta quale reggente della famiglia mafiosa di Favara, fino a quando poi non è stato “posato” nell’estate del 2014; nel periodo di “ascesa” di Quaranta, Fragapane voleva diventare capo mafia provinciale di Agrigento. Quest’ultima rivelazione è tra quelle contenute nella deposizione al Tribunale di Quaranta.

Il processo riprenderà il prossimo 21 maggio: il pentito favarese ha parlato in videoconferenza da una località protetta.

Redazione

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