MER, 14 NOVEMBRE 2018

La rapina di Porto Empedocle ed i suoi risvolti sociali

Un episodio non da poco, con diversi soggetti protagonisti: tre malviventi, tutti minorenni, una tabaccaia che reagisce alla pistola puntata contro la sua testa, ed un ragazzo africano che non ha esitato a bloccare gli autori della rapina. (scorri per leggere il resto)
La rapina di Porto Empedocle ed i suoi risvolti sociali

Sembrava una giornata come le altre all’interno di una piccola tabaccheria di Porto Empedocle, situata presso il quartiere Cannelle: si tratta di una zona a metà strada tra il centro della cittadina e le spiagge dei lidi empedoclini e realmontini, più frequentata quindi in questi primi scorci d’estate che in inverno.

Improvvisamente due giovani minorenni, con il volto travisato da un passamontagna ed armati di pistola, hanno minacciato la proprietaria. Contemporaneamente, un terzo giovane era fuori per strada a far da palo e ad aspettare gli altri due per scappare con il bottino.

Nonostante una pistola puntata alla testa, la tabaccaia ha resistito e reagito all’aggressione, riuscendo tra l’altro a sfilare il passamontagna ad uno dei due rapinatori all’interno dell’attività commerciale. Pur tuttavia, la rapina sembrava essere stata portata a segno: la proprietaria della tabaccheria non è riuscita infatti ad evitare che i tre malviventi iniziassero a correre tra le vie del quartiere con il registratore di cassa in mano.

Le urla della donna hanno attirato un giovane africano presente in zona, il quale vedendo i tre scappare si è letteralmente scagliato contro i malviventi. L’azione ha fruttato il recupero del bottino, con il registratore di cassa caduto per terra ed i tre minorenni costretti alla fuga. Ma nel quartiere Cannelle, per la sua conformazione, le possibilità di non essere intercettati, quando oramai è scattato l’allarme e le pattuglie della Polizia sono in allerta, appaiono molto basse.

Ed in effetti, i tre hanno tentato di scalare la collinetta posta alle spalle del quartiere ed hanno raggiunto la zona dell’Hotel Africa, un’incompiuta degli anni 80 posta tra la SS 115 e la scarpata che dà verso il quartiere di Cannelle. Qui i poliziotti li hanno scovati ed arrestati, portandoli presso il carcere minorile di Malaspina di Palermo.

Una storia a lieto fine, che ha nella tabaccaia e nel ragazzo africano intervenuto due autentici simboli positivi: la prima ha reagito ad un tentativo di rapina, il secondo invece non ha esitato ad intervenire per sventare un’azione malavitosa.

Ma la storia ha anche dei risvolti negativi: come dichiarato da Cesare Castelli, vice – questore e commissario del commissariato frontiera, i tre minorenni arrestati sarebbero tutti di buona famiglia o comunque provenienti da contesti lontani dai circuiti della criminalità. La rapina dunque, è spia e campanello d’allarme di un degrado sociale e culturale di cui il territorio empedoclino, e non solo, devono necessariamente rendersi conto.

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