LUN, 23 LUGLIO 2018

L’operazione Montagna e le dichiarazioni di Quaranta

Il pentito favarese ha permesso la ricostruzione di parte degli organigrammi mafiosi di Favara e di alcuni mandamenti della provincia. (scorri per leggere il resto)
L’operazione Montagna e le dichiarazioni di Quaranta

Non solo l’operazione Montagna e tutti i suoi risvolti, le dichiarazioni di Giuseppe Quaranta sono importanti per ricostruire l’organigramma di cosa nostra in provincia di Agrigento.

Quaranta, come si evince da alcune delle indiscrezioni trapelate dalle indagini, ha in primo luogo parlato della sua Favara. Fino al 2014 era proprio lui a reggere la famiglia mafiosa favarese, poi per sua stessa ammissione ha affermato di essere stato “posato” e messo di lato.

Arrestato lo scorso 22 gennaio nell’ambito dell’operazione Montagna, Quaranta ha tenuto a precisare che a Favara vi è soltanto la famiglia mafiosa di cosa nostra come gruppo appartenente alla criminalità organizzata. Pur tuttavia, non mancano altre fazioni, a partire da quelli che Quaranta indica come “paraccari”, un gruppo che ha una sua autonomia con un capo ed un sottocapo ma che deve chiedere il permesso a cosa nostra per effettuare attività criminali. Un contesto dunque che si conferma come nella tradizione criminale favarese, dove da sempre al fianco di cosa nostra operano altri piccoli gruppi più o meno organizzati ed autonomi.

Il collaboratore di giustizia favarese ha inoltre fatto i nomi di Pasquale Fanara come suo successore a Favara, oltre che, tra gli altri, del netturbino Luigi Pullara il quale sarebbe stato l’incaricato a cercare luoghi sicuri per la latitanza di Gerlandino Messina, il boss empedoclino arrestato il 23 ottobre 2010 in viale Stati Uniti.

Ma Quaranta ha anche parlato dell’organizzazione di alcuni mandamenti provinciali, a partire da quello di Santa Elisabetta retto dai Fragapane, in cui convergono le famiglie mafiose di Aragona, Raffadali e Sant’Angelo di Muxaro; poi vi è anche quello di Bivona con all’interno Cianciana, San Biagio Platani e Santo Stefano di Quisquina. Favara invece faceva mandamento a sé.

 

Redazione

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