MER, 14 NOVEMBRE 2018

I dettagli dell’omicidio di Favara

Futili motivi alla base di un litigio degenerato in tragedia. (scorri per leggere il resto)
I dettagli dell’omicidio di Favara

Il procuratore Patronaggio nella conferenza stampa di questo martedì 

Una chiamata al 112 nel cuore del lunedì mattina: è iniziata così la vicenda relativa all’uccisione di Baldassere Contrino, favarese di 73 anni. La chiamata segnalava la presenza di un cadavere in contrada Caltafaraci, nel territorio comunale di Agrigento ma in una zona da sempre legata alla più vicina Favara.

Qui sono tanti i favaresi ad avere case di campagna ed appezzamenti di terreno, non si è lontani dal colle di Caltafaraci e né dal collegio di Maria. Salendo dal carcere Petrusa, ancora pochi passi e si entra nel quartiere denominato Favara Ovest, urbanisticamente incluso nella città di Favara a tutti gli effetti ma appartenente al comune di Agrigento.

Per tal motivo ad intervenire sono stati i Carabinieri di Favara: sono stati loro a scovare il cadavere ed a risalire all’autore dell’omicidio. Tutti i dettagli sono stati esposti in una conferenza stampa tenuta in questo martedì mattina nei locali del comando provinciale.

Quella emersa, è una storia di dissidi personali e litigi sfociati poi nella tragedia di questo lunedì. Dissapori per alcuni appezzamenti di terreno, questioni legate ai confini, un mix che nel primo lunedì di luglio hanno creato i presupposti per l’omicidio. I parenti di Baldassere Contrino, sentiti dagli uomini dell’arma subito dopo il ritrovamento del cadavere, hanno raccontato dei dissidi con Vincenzo Galiano, 79 anni di Favara.

Per tal motivo, i Carabinieri si sono precipitati a casa sua ed è lì che hanno trovato le prove dell’omicidio: vestiti sporchi di sangue riconducibili all’anziano ed è stato effettuato l’accertamento denominato “Stub”, ossia l’esame che determina la presenza o meno di tracce di polvere da sparo. Portato in caserma, il presunto assassino è stato poi sottoposto ad interrogatorio.

L’omicidio dunque è maturato per contrasti personali: mafia, criminalità organizzata e lotta tra bande per la droga, che hanno contrassegnato gli ultimi omicidi a Favara, non sembrano entrarci nulla. Pur tuttavia, nella conferenza stampa di questo martedì in caserma era presente anche il procuratore Patronaggio: “Non bisogna farsi giustizia da soli – è il suo monito – Urge avviare un cambio culturale di mentalità”.

Un episodio dunque che getta ancora una volta un deciso allarme in seno alla società: una disputa trasformatasi in tragedia, un evento che ha distrutto due famiglie per motivi futili e che, senza dubbio, ha alla base screzi che potevano essere risolti in ben altre maniere.

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