LUN, 24 SETTEMBRE 2018

Rubavano reperti archeologici per rivenderli all’estero, in manette anche sei agrigentini

I reperti trafugati nel territorio comunale di Riesi. (scorri per leggere il resto)
Rubavano reperti archeologici per rivenderli all’estero, in manette anche sei agrigentini

Ci sono anche sei agrigentini tra gli arrestati di un’importante operazione che ha avuto risvolti internazionali e che ha riguardato il furto e la vendita clandestina di reperti archeologici.

Si tratta, in particolare, di quattro persone di Ravanusa, una di Campobello di Licata ed una di Favara. I sei fanno parte di un elenco di 23 arrestati tra Italia, Regno Unito, Spagna e Germania i quali avevano messo in piedi una rete in grado di trafugare e vendere all’estero reperti archeologici siciliani.

Le indagini sono state curate dal nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo: 3.000 gli oggetti recuperati, gran parte provenienti da scavi clandestini compiuti nel territorio comunale di Riesi.

Gli oggetti venivano poi rivenduti all’estero a privati. Un business, quello dei reperti archeologici rubati, che frutta ogni anno milioni di Euro e che spoglia la Sicilia, passo dopo passo, dei suoi beni più preziosi. I controlli e gli arresti odierni permettono dunque di arrestare, almeno in parte, questo fenomeno che ha risvolti tanto criminali quanto storico/sociali.

Redazione

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