MER, 17 OTTOBRE 2018

Far west in pieno centro ad Agrigento: violenza contro forze dell’ordine e sorvegliato speciale in fuga

Riportiamo lo sfogo di alcuni cittadini del quartiere di Bonamorone, che da mesi "convivono" con alcune problematiche legate al comportamento di alcuni soggetti noti alle forze dell'ordine. (scorri per leggere il resto)
Far west in pieno centro ad Agrigento: violenza contro forze dell’ordine e sorvegliato speciale in fuga

Ormai all’ordine del giorno le notizie di stampa riguardanti i “problemi” con la giustizia di un giovane del quartiere di Bonamorone e dei suoi congiunti ed ogni episodio sembra essere, quantomeno socialmente, peggiore del precedente. Un quartiere, quello sopra citato, in preda a diverse problematiche inerenti il comportamento del giovane in questione.

L’ultima, stando alle notizie di stampa locale e per come riportato da una nota della Polizia, è risalente alle 22,30 di ieri sera, quando il ragazzo, Salvatore Camilleri, è stato notato da una pattuglia della sezione volanti della Polizia nel bel mezzo di una cena con tanto di musica con parenti ed amici nel chiosco di famiglia realizzato nella piazzetta di Bonamorone (sul quale torneremo). Ciò, nonostante fosse sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno e dovesse, entro le ore 20.00, rientrare a casa. Alla vista delle Forze dell’ordine il giovane Salvatore Camilleri cerca rapidamente e maldestramente di rientrare nella vicina abitazione, ma viene bloccato prima dai poliziotti. Un vicino di casa, pluripregiudicato, avvisa quindi a gran voce i festeggianti che accorrono in aiuto del ragazzo e comincia il parapiglia: familiari ed amici, a modo loro, aiutano (ancora più maldestramente) il giovane spintonando e colpendo gli uomini di legge ed inveendo contro di loro. Approfittando del caos, intanto, il giovane Camilleri riesce ad entrare dentro casa e, dal balcone, ad inveire e minacciare i Poliziotti. Quindi, su (geniale!) suggerimento dei propri favoreggiatori, riesce ad abbandonare l’abitazione, dandosi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce. Per gli agenti qualche escoriazione guaribile in breve tempo, per il giovane un altro tassello messo al posto giusto per rovinare la propria vita.

Riportata la cronaca, non ci si può esimere dall’entare nel merito della vicenda e, più in generale, della situazione, evitando volutamente per ragioni di spazio di ripercorrere, come più volte fatto l’excursus dei tempi recenti di quello che è stato un quartiere storicamente tranquillo e ben tenuto che conta in prevalenza uffici (tra cui, pare in questa sede il caso di ricordarlo, la sede della Polizia stradale e di quella Provinciale, nonchè quella distaccata della Prefettura) e attività commerciali.

La non meglio precisata baracca-chiosco-bar (ora anche ristorante-balera) sorge come un fungo spontaneo in tutta la sua bruttezza e come per magia nel corso di quest’anno (si veda la foto ormai datata di qualche mese per capirne le condizioni). Non ci si spiega come sia stato possibile dare le relative autorizzazioni (partendo ovviamente dal presupposto che ci siano e che siano state pedissequamente rispettate) da parte di tutti gli Enti interessati o interessabili e, soprattutto, a quali controlli sia stato sottoposto: senza entrare nei dettagli e senza bisogno di alcuna competenza tecnica, preghiamo i cittadini e lettori di voler dare un’occhiata all’immagine di qualche mese addietro nella quale mancano gli ultimi ampliamenti ed ornamenti estivi. Naturalmente quando parliamo di autorizzazioni e controlli non ci riferiamo solo a quelli necessari per ergere l’opera in questione, ma anche a tutti quelli funzionali a preparare e somministrare alimenti e bevande, mettere musica ad altissimo volume (ricordiamo che un noto imprenditore commerciale non lontano ha, invece, notoriamente avuto recentemente pesantissime ripercussioni dovuti proprio a schiamazzi e musica), occupare il suolo pubblico adiacente, tenere dei collaboratori (rispettando le norme di sicurezza), emettere scontrini e chi più ne ha più ne metta.

 

(immagine di archivio)

Redazione

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