LUN, 19 NOVEMBRE 2018

Intervento di Cilona (Dia Agrigento): “Mafia meno militarizzata ma economicamente forte”

Conferenza stampa della DIA di Agrigento per tracciare il punto sulla relazione semestrale che analizza il fenomeno della criminalità nel territorio provinciale. (scorri per leggere il resto)
Intervento di Cilona (Dia Agrigento): “Mafia meno militarizzata ma economicamente forte”

Conferenza stampa venerdì pomeriggio negli uffici della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento per tracciare il punto sulla relazione semestrale che analizza il fenomeno della criminalità nel territorio provinciale. Occhi puntati sulle principali criticità e il modus operandi delle mafie, prima tra tutte Cosa Nostra.

“Nel corso delle acquisizioni informative- ha spiegato il dirigente della Dia Roberto Cilona– si è rilevato che la mafia rispetto a quella stragista degli anni 80/90 è cambiata nel suo aspetto di natura militare. La sua attività non è più legata all’approvvigionamento di armi, pur avendone la possibilità. Essa rimane invece fortissima nel suo aspetto economico imprenditoriale e in quello di tipo identitario, legato alla tradizione. Questa sua forza potrebbe consolidarsi a seguito di una possibilità di avvicinamento da parte di soggetti corruttibili o di imprenditori spregiudicati che la inizino a vedere non più pericolosa dando vita a sinergie aberranti”.

Per quanto concerne la Stidda, il capo della Dia, ha dichiarato che essa rispetto a Cosa Nostra riveste un ruolo marginale ma continua ad occupare una posizione da non sottovalutare nel contesto della criminalità organizzata agrigentina. Il vice questore aggiunto Cilona ha analizzato anche l’influenza della criminalità straniera sul nostro territorio: “Essa è presente e ben tollerata dalle mafie tradizionali per il semplice motivo che spesso si muove in ambiti e business criminali differenti. Ciononostante nelle zone cosiddette d’ombra non può escludersi che ci sia una sfera attrattiva della mafia locale sul crimine straniero”.

Il dirigente della Dia tra i diversi dati oggetto di verifica si è soffermato anche su quelli relativi alla mancata denuncia da parte del cittadino: “Quanto ai dati relativi alle denunce di estorsione e di usura, che sono gli indicatori principali del fenomeno mafioso in un determinato territorio, bisogna fare una precisazione. Le estorsioni sono in aumento, ma dell’usura non si parla. Questo è un problema molto serio perché in un territorio che ha molta fame di microcredito la mancanza di canali di approvvigionamento dello stesso porta inevitabilmente al ricorso all’usura e chi ha capitali da investire, specie se provenienti dai circuiti criminali (come fanno le mafie), si presta a garantire liquidità al piccolo imprenditore. Quindi è un problema da non sottovalutare, l’usura va denunciata e dalla relazione semestrale emerge la mancata denuncia da parte del cittadino”.

Da qui il vice questore aggiunto Cilona rivolge ai cittadini l’invito ad essere i protagonisti dell’antimafia partendo dalle piccole azioni quotidiane fino al rifiuto di pagare il pizzo.

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