LUN, 24 SETTEMBRE 2018

Caso Diciotti: tutti sbarcati i migranti che erano a bordo

La nave della Guardia Costiera è ancorata al porto del capoluogo etneo, ma adesso non ci sono più migranti a bordo. Lo stallo è terminato nella nottata tra sabato e domenica. (scorri per leggere il resto)
Caso Diciotti: tutti sbarcati i migranti che erano a bordo

CATANIA – Non ci sono più migranti a bordo della nave della Guardia Costiera “Diciotti”: alle ore 00:15 sono iniziate le operazioni di sbarco dei 134 di origine africana che si trovavano all’interno della nave. Le operazioni sono state completate durante la notte.

In mattinata, la situazione è di calma apparente a Catania: sul molo del porto del capoluogo etneo le ore trascorrono con la stessa “normalità” della settimana appena trascorsa.

Un presidio di poliziotti e carabinieri impedisce di avvicinarsi troppo alla nave Diciotti, solo medici ed addetti ai lavori possono stare ai margini del molo ed all’interno del mezzo. Nel frattempo, anche a distanza, si notano i migranti a bordo sotto gli oramai famosi tendoni verdi: c’è chi sta seduto, chi passeggia e chi anche lava e stende qualche indumento.

Sembra strano a dirsi, ma la tensione politica e mediatica attorno a questa nave appare lontana dal molo in cui la Diciotti è ancorata. L’unico elemento che testimonia la forte attenzione sia dei media italiani che europei sul caso, è la fitta presenza di giornalisti sulla banchina: il cordone di mezzi, telecamere e cronisti attorno la nave ben fa intuire quanto sta accadendo in questi giorni a Catania.

Guarda il video della nostra inviata Vanessa Miceli girato sabato mattina, diverse ore prima del via libera allo sbarco

La nave Diciotti, come si ricorderà, è approdata a Catania dopo aver soccorso 177 migranti a largo di Lampedusa: il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli, ha dato il via libera per l’attracco del mezzo della Guardia Costiera a Catania, ma il ministro degli Interni Matteo Salvini ha negato per diversi giorni lo sbarco. E la polemica è politica e riguarda l’Italia, ma anche i rapporti tra Roma e Bruxelles.

Nei giorni scorsi la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta: il procuratore Patronaggio proprio sabato è stato a Roma per interrogare funzionari del Viminale. L’accusa, adesso a carico di Salvini e del capo di gabinetto, è di sequestro di persona e questo ha ulteriormente acuito la polemica: proprio Matteo Salvini, in un video registrato giovedì, ha chiesto al procuratore Patronaggio di indagare su di lui e non contro ignoti, assumendosi la responsabilità della decisione di non fare sbarcare i migranti.

Dei 177 inizialmente a bordo, 27 sono scesi pochi giorni fa: tra loro anche due donne. Intanto il comandante della Diciotti, Massimo Kothmeir, ha smentito i problemi sanitari a bordo. I migranti, secondo il comandante, hanno ripreso a mangiare dopo lo sciopero della fame ed anche se ci sono casi di scabbia a bordo la situazione appare sotto controllo.

A bordo in gran parte, come affermato dal personale delle forze dell’ordine al molo di Catania, sono dell’Eritrea: ben 130 su 150. Due sono invece i siriani, un migrante è originario dell’Egitto, uno della Somalia, dieci delle isole Comore.

Nel pomeriggio, dopo l’ispezione medica condotta dagli ispettori del ministero della Salute e dai medici degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e regionali per sedici migranti è stato chiesto lo sbarco immediato dalla nave “Diciotti”. Si tratta delle undici donne e di cinque uomini, di cui due ai quali è stata riscontrata una sospetta tubercolosi. A chiedere lo sbarco, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il sopra citato comandante della nave.

Tutti gli altri migranti presenti a bordo in quel momento, sono poi scesi durante le operazioni si sbarco avvenute in nottata. Almeno venti andranno in Albania, alcuni andranno in Irlanda, altri saranno ospitati dalle strutture messe a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Foto dell’inviata Vanessa Miceli 

Redazione

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