LUN, 24 SETTEMBRE 2018

Ucciso nel 1993 perchè ritenuto imprenditore “scomodo”: svolta dopo 25 anni nell’omicidio di Passafiume

Fermato un agrigentino di 54 anni ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana. (scorri per leggere il resto)
Ucciso nel 1993 perchè ritenuto imprenditore “scomodo”: svolta dopo 25 anni nell’omicidio di Passafiume

Diego Passafiume, l’imprenditore ucciso nel 1993

Sono passati esattamente 25 anni da quel 22 agosto 1993: in una Sicilia, ed in una provincia di Agrigento, dove il rumore di pallottole ed armi era ancora nitido nelle orecchie degli abitanti per via della guerra di mafia e per gli omicidi eccellenti di cosa nostra, quella sparatoria ha subito destato clamore ma al tempo stesso non ha avuto i fari puntati come in altre occasioni.

Il tutto è avvenuto a Cianciana: un imprenditore di 41 anni, Diego Passafiume, è stato ucciso con diversi colpi di fucile che l’hanno raggiunto al volto non lasciandogli alcuno scampo. A sparare è stato un uomo che ha affiancato con la propria auto, dove a bordo vi erano alcuni complici, quella della vittima.

Passafiume, che in quella stessa giornata stava per festeggiare il suo anniversario di matrimonio, era un imprenditore rispettato e nel territorio in cui operava era descritto come una persona per bene. Anche le indagini, inizialmente a carico di ignoti, hanno mostrato come la vittima non si era piegata ad alcune imposizioni di cosa nostra. Impegnato nel movimento terra ed attivo nei subappalti, Passafiume non avrebbe dato seguito ad alcune pressioni ricevute dalla mafia che proprio in quel settore vedeva una delle più laute fonti di interesse.

L’indagine però era stata archiviata senza essere risaliti ai mandanti ed agli esecutori materiali di quell’omicidio. Negli anni però, le parole di alcuni collaboratori di giustizia hanno permesso di riaprire il caso: nel luglio 2017 i Carabinieri e gli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo sono riusciti ad acquisire utili elementi per poter indagare su un sospettato.

Nelle scorse ore, dopo un quarto di secolo, la svolta: i Carabinieri hanno fermato un agrigentino di 54 anni che adesso si trova in carcere. Si tratta di Filippo Sciara, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana e coinvolto in passato anche nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal GIP del Tribunale di Palermo per il reato di “Omicidio premeditato”, con l’aggravante di aver agevolato l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”. Passafiume dunque sarebbe stato ucciso perchè, di fatto, era ritenuto un imprenditore scomodo.

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